Clima

Una analisi della BBC suggerisce che gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima stiano diventando realizzabili

Il gruppo Climate Action Tracker (CAT) ha esaminato le nuove intenzioni della Cina sul clima, insieme ai piani del presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden. Quest’ultimo ha nominato John Kerry a ‘zar’ della task force Usa sul climate change. Questi nuovi impegni potrebbero significare che l’aumento delle temperature mondiali potrebbe essere contenuto a 2,1 gradi entro la fine di questo secolo. Stime precedenti indicavano l’innalzamento della temperatura fino a 3° di riscaldamento, con impatti disastrosi per il Pianeta. Gli esperti sono comunque preoccupati che l’ottimismo a lungo termine non sia accompagnato da piani decisi a breve per ridurre la CO2, le emissioni di anidride carbonica. La crisi del Covid-19 ha avuto scarso impatto sul continuo aumento delle concentrazioni atmosferiche di CO2, afferma l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).

Emissioni

Quest’anno le emissioni di anidride carbonica sono diminuite drasticamente a causa dei blocchi che hanno ridotto i trasporti e l’industria. Ma questo ha rallentato solo marginalmente l’aumento complessivo delle concentrazioni. Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera rimangono troppo alte. Queste concentrazioni sono il risultato cumulativo delle emissioni passate e presenti di una serie di sostanze, tra cui anidride carbonica, metano e protossido di azoto. Con l’accordo di Parigi si sta cercando di ridurre le emissioni di questi inquinanti che sono generati, ad esempio, dai combustibili fossili. I gas serra intrappolano il calore vicino alla superficie terrestre, aumentando le temperature. Il riscaldamento planetario minaccia l’approvvigionamento alimentare globale e rende gli eventi meteorologici – come tempeste tropicali e ondate di caldo – più estremi e aumenta il rischio di inondazioni causate dall’innalzamento del livello del mare.

CAT

Il Climate Action Tracker è un’analisi scientifica indipendente prodotta da due organizzazioni di ricerca che monitorano l’azione per il clima dal 2009, dopo il fallimento del vertice di Copenaghen. Il gruppo aveva stimato che le temperature globali sarebbero aumentate di 3,5° entro la fine di questo secolo. Per più di un decennio, i ricercatori del CAT hanno tenuto d’occhio gli impegni collettivi dei paesi più inquinanti come Cina e Stati Uniti sul climate change. L’accordo di Parigi, progettato per evitare un pericoloso riscaldamento della Terra, ha avuto un impatto considerevole. Come risultato dell’accordo, i paesi hanno iniziato lentamente ad abbandonare i combustibili fossili. Nel settembre di quest’anno, il gruppo ha ipotizzato che il mondo si stia dirigendo verso un riscaldamento di circa 2,7° entro il 2100. Un livello ancora molto al di sopra dell’obiettivo di 2° contenuto nel patto di Parigi. E assai lontano dal più impegnativo obiettivo di 1,5° che gli scienziati hanno approvato come soglia del riscaldamento nel 2018. Ma sulla base dei nuovi impegni di Cina, Stati Uniti (con l’amministrazione Biden) e dell’Europa la loro “analisi ottimistica” suggerisce un aumento di 2,1° entro il 2100.

Differenza

Ma che cosa è cambiato? Sono gli ultimi tre mesi di quest’anno a fare la differenza. A settembre, il presidente cinese Xi Jinping ha detto alle Nazioni Unite che il suo paese raggiungerà emissioni zero entro il 2060. Secondo i ricercatori del CAT, ciò potrebbe ridurre il riscaldamento di 0,2-0,3° entro la fine del secolo. Il Giappone e la Corea del Sud hanno seguito l’esempio, impegnandosi a raggiungere lo zero netto entro il 2050. Anche il Sudafrica e il Canada hanno annunciato i propri obiettivi. L’altro cambiamento significativo è l’elezione di Joe Biden negli Stati Uniti, che riporterà l’America nel quadro degli accordi di Parigi. Affrontare il cambiamento climatico è tornata ad essere una parte importante dell’agenda del presidente USA, che ha promesso di portare gli Stati Uniti a zero emissioni nette entro il 2050. Questa mossa ridurrebbe le temperature globali di 0,1° entro il 2100. “Adesso abbiamo circa il 50% delle emissioni globali coperte da grandi paesi che hanno annunciato l’obiettivo di zero emissioni entro la metà del secolo”, ha affermato Bill Hare di Climate Analytics, che ha contribuito all’analisi del CAT. “Tutto questo insieme a quello che stanno facendo tanti altri paesi, sposta il gradiente della temperatura da circa 2,7° a quasi 2°. È ancora molto lontano dall’obiettivo dell’accordo di Parigi, ma è uno sviluppo davvero importante”, ha concluso l’analista.