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martedì, 5 Luglio 2022

I timori di Bertolaso, “Tutta Italia verso il rosso”

L’ex-capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è pessimista sulla pandemia da Covid. Teme che tutta l’Italia si avvii a colorarsi di rosso. Ci sono i numeri dei nuovi contagi in aumento quotidiano soprattutto a causa delle varianti, quella inglese in particolare. Mentre il numero delle vittime dopo un anno di pandemia si avvicina tragicamente alle centomila unità – 100.000! – Bertolaso oggi consulente della Regione Lombardia per il piano vaccinale, lancia il suo allarme. “Temo che tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa. La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non sono preoccupato per questa regione più che per altre” afferma. 

E aggiunge: “È fuori discussione che bisogna vaccinare. Si può fare molto di più rispetto a quello che già stiamo facendo rispetto a questa situazione. Bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni”. Quadro negativo anche in Piemonte dove il governatore Alberto Cirio non nasconde che “le cose stanno peggiorando” e si dice pronto a chiudere le scuole: “C’è un contagio che sta risalendo, numeri che stanno aumentando”. “Dobbiamo prendere decisioni difficili e sofferte, figuratevi se dopo un anno avevo voglia di prendere decisioni così. Me ne prendo ogni responsabilità” gli fa eco il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. “Le istituzioni hanno il compito di dire la verità e decidere per evitare decisioni peggiori, dobbiamo agire adesso contro un pericolo che ha alzato la testa con cattiveria diversa”.

Per Bonaccini è dunque “inutile illudere la gente. Bisogna verificare cosa succede. Non possiamo immaginare risposte con queste varianti. Sarebbe poco responsabile da parte mia poter indicare ai cittadini una data di uscita”. “Dobbiamo resistere – conclude – adesso rispettiamo le regole. Il pericolo è ancora alto, ma confido che queste restrizioni, nelle prossime settimane, piegheranno la curva e l’arrivo della primavera e la vaccinazione ci facciano riaprire e non chiudere più”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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