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Colpo di scena nelle indagini per la strage del Mottarone. La giudice per le indagini preliminari di Verbania Donatella Banci Buonamici ha contestato le tesi della Pm Olimpia Bossi e ha ordinato l’uscita dal carcere dei tre indagati e arrestati per la strage della funivia (14 vittime) mandando ai domiciliari solo il caposervizio dell’impianto, Gabriele Tadini.

Tadini è l’uomo che ha ammesso di aver ordinato di manomettere i freni della cabina con l’utilizzo del ‘forchettone’ e che – a giudizio della Gip – avrebbe coinvolto Luigi Nerini, il gestore dell’impianto e Enrico Perocchio, direttore di esercizio (liberi da stanotte) al fine di tentare di condividere le responsabilità. Secondo la Gip Nerini e Perocchio non avrebbero dovuto essere arrestati per la totale mancanza di indizi a loro carico “che non siano mere, anche suggestive supposizioni”, e perchè non sussistevano quindi le condizioni previste dal codice per ordinare la misura cautelare.

Insomma uno scarno quadro indiziario ancora più indebolito dagli interrogatori di altri dipendenti dell’impianto, gli stessi che, a conoscenza di una certa prassi – sempre secondo il Gip – avrebbero anche potuto non eseguire gli ordini di Tadini sull’installazione del ‘forchettone’, che – dopo la ripresa dalle corse dopo lo stop per il Covid – datano dal 26 maggio. Tadini, spiega ancora il Gip, sapeva bene che il suo gesto aveva provocato la morte di 14 persone e per questo avrebbe condiviso questo immane peso, anche economico con le uniche due persone che avrebbero avuto la possibilità di sostenere un risarcimento danni. Per questo ha chiamato in correità i soggetti forti del gruppo, per attenuare le sue responsabilità.

Dopo il colpo di scena la Pm di Verbania Olimpia Bossi, le cui tesi accusatorie almeno per il momento (perchè le indagini proseguono a tutto campo e si attendono nuovi avvisi di garanzia) sono state demolite dal Gip ha spiegato di non vivere “come una sconfitta” la decisione della giudice per le indagini preliminari di scarcerare i tre fermati, “perché l’aspetto più importante è che il giudice abbia condiviso la qualificazione giuridica dei fatti’. (foto da wikipedia.org)