Nicola Zingaretti
(foto da profilo Facebook N. Zingaretti)

E’ ancora sotto attacco da parte di hacker probabilmente stranieri il sistema informatico della Regione Lazio andato il tilt e paralizzato dalla notte tra sabato e domenica.

Un secondo attacco sarebbe in corso, iniziato nella notte tra domenica e lunedì intorno alle 2 e trenta. Sventato. “E’ un caso gravissimo e senza precedenti. Si sta cercando di individuarne l’origine e di limitare i danni”, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti in una conferenza stampa convocata per spiegare il black-out informatico e anche per smentire le notizie circolate circa una richiesta di riscatto in bitcoin. Nelle ultime ore si era parlato infatti di una richiesta di riscatto avanzata da hacker la cui base sarebbe stata localizzata in Germania. Comunque sia per Zingaretti non c’è nessuna intenzione di trattare.

Bloccata tutta l’attività della Regione, bloccate le prenotazioni online per i vaccini. Ma la campagna anti-Covid prosegue sia pure a rilento con sistemi cartacei, così come per il rilascio dei green pass. Per tornare alla normalità gli esperti prevedono sia necessaria qualche settimana. “Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta  sul nostro territorio nazionale” ha detto il governatore laziale. Il cyber-attacco sarebbe stato causato da un virus ransomware introdotto nel sistema informatico laziale tramite il Ced, il centro elaborazione dati della Pisana, clonando le credenziali di un amministratore che non si sarebbe accorto di nulla.

“La situazione è seria e molto grave” ha insistito Zingaretti rivelando che “nella notte è stato respinto un secondo attacco ma non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di riscatto”. Sempre secondo il governatore i dati della sanità regionale sono in sicurezza e non sono stati nè violati nè catturati, così come i dati finanziari e della banca dati del bilancio”. La polizia postale indaga, affiancata sia dagli specialisti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche sia dagli 007 del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica.