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sabato, 20 Agosto 2022

Gas e luce +40%, insorge la politica. La mossa di Sanchez in Spagna

Insorge la politica, tutta e senza eccezioni, di fronte all’ipotesi che dal 1^ ottobre le famiglie italiane possano ricevere bollette di luce e gas più care del 40% rispetto al passato, con un incremento di spesa annuo calcolato in circa 500 euro (100 per l’energia elettrica e 400 per il gas).

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%” ha detto il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani scatenando la reazione dei consumatori e della politica, da Letta a Salvini, tutti ad invocare un intervento del governo per scongiurare un caro-bollette – causato della maggiore spesa per l’importazione di gas il cui costo è raddoppiato negli ultimi sei mesi – definito “insostenibile” per le famiglie italiane.

E per la verità Draghi ha già annunciato che i governo si inventerà qualcosa per scongiurare un aumento di questa portata proprio nel momento in cui il paese si sta risollevando dalla crisi indotta dalla pandemia da Covid-19. Ma in Europa c’è chi si è già mosso. In Spagna, paese che con Italia e Portogallo paga la bolletta energetica più cara, il premier Pedro Sanchez ha anticipato i colleghi europei con una mossa a sorpresa che dovrebbe attutire l’impatto del caro-energia per le famiglie spagnole. Il capo del governo di Madrid ha infatti annunciato una riduzione dell’imposta sull’elettricità dal 5,1% allo 0,5% proprio al fine di alleggerire la bolletta elettrica dei consumatori spagnoli. In un’intervista al canale tv spagnolo Tve, Sanchez ha preannunciato per domani la decisione di abbassare l’imposta sull’energia elettrica. La proposta mantiene l’impegno di Sanchez di far tornare i costi dell’energia ai livelli del 2018, nonostante l’aumento dei prezzi dell’elettricità.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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