Passaporto anti-Covid
(foto account Facebook Lo sapevi che)

Niente tamponi gratuiti. Ma scontati e calmierati sì. E anche aiuti alle imprese.

Il governo Draghi tira dritto sull’obbligo di esibire un green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro – quatto milioni i lavoratori ancora privi di questo certificato – ma cerca anche una soluzione per scongiurare che l’Italia vada in tilt domani, giorno in cui scatta quest’obbligo per tutti, nel pubblico e nel privato.

Scioperi, blocchi e manifestazioni sono stati infatti annunciati da tutto il settore della logistica, camionisti in prima fila, e dai portuali di Trieste e Genova (anche se qui con meno adesioni). Tra le ipotesi che stanno circolando alla vigilia di un venerdì che si annuncia nero un intervento per un prezzo più basso e calmierato per i tamponi rapidi e ulteriori deduzioni per quelle imprese che decideranno di sostenere la spesa dei test per consentire l’ingresso in fabbrica o in ufficio ai propri dipendenti sprovvisti del certificato verde. Quello che è certo è che la strada del ‘tampone gratis’ non verrà percorsa dall’esecutivo per evitare di far pagare alla collettività e quindi anche a quell’80% di vaccinati anti-Covid il costo di una scelta volontaria dei cittadini no-vax. Insomma il governo non vuole che si ritorni a parlare della solita Italia del rinvio, del condono, della proroga e della deroga, ecc.

Ma qualche spazio c’è per venire incontro alle difficoltà oggettive che il mondo delle imprese e del lavoro si troverà di fronte da domani. Stamattina i sindacati, nell’incontro con il premier a palazzo Chigi, sono tornati a chiedere che siano le aziende a pagare i tamponi ai dipendenti. Il governo avrebbe risposto escludendo la possibilità di garantire la gratuità dei test con un azzeramento dei costi per le imprese, ma starebbe riflettendo se rafforzare gli aiuti alle aziende, che hanno già un credito d’imposta al 30%. “Sul green pass abbiamo chiesto al governo di valutare l’opportunità di ridurre ulteriormente i costi dei tamponi e di sostenere impresa e lavoro sul tema della salute e sicurezza. Il presidente del Consiglio ci ha assicurato che nelle prossime ore il governo deciderà anche eventuali iniziative in quwsto senso” ha detto il segretario della Cisl Sbarra. Il governo ha anche escluso uno slittamento dell’entrata in vigore dell’obbligo, come hanno chiesto stamane i portuali di Trieste (in questo caso pronti a sospendere il programmato blocco). “Abbiamo chiesto di rinviare l’applicazione del green pass almeno fino alla fine di ottobre, ma la risposta è stata negativa. Il governo ritiene che sia uno strumento indispensabile” ha detto il segretario generale della Uil, Bombardieri. Atteggiamento confermato dal ministro del Lavoro Orlando che si è detto a favore del prezzo calmierato per i tamponi ma contrario alla loro gratuità. “Credo debba restare questo principio. Penso che dobbiamo preoccuparci dei dubbi di alcuni ma anche della tutela dei molti che si sono vaccinati per rispettare la loro scelta e il loro senso civico”.

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