Tattoo
(foto da account facebook sat yank italia)

Gioie e dolori dell’arte del tatuaggio nel mondo cambiato dal Covid-19. Il sak yant, il tattoo tailandese rimane sacro e protettivo. Ma attenzione ai melanomi e alle complicanze

L’arte del tatuaggio nell’era del Covid ha subito, come altri arti e mestieri, un grande cambiamento. In Europa il tatuaggio è una moda che interessa il 20% della popolazione (pari a oltre 60 milioni di persone), tra cui molti giovani tra i 12 e i 18 anni. Nonostante siano ufficialmente vietati i tattoo per i ragazzi al di sotto dei 16 anni di età. Durante il primo lockdown del 2020 mentre i negozi di tatuaggi erano chiusi, c’è stato il boom del tattoo abusivo. Sono così aumentati i rischi sanitari per il fai da te. A fronte del popolo di tatuati, ci sono quelli che hanno deciso di ritornare sulla propria scelta, spesso ispirata più da un momento particolare che non dalla comprensione intima dell’arte del tatuaggio. Uno su quattro dopo pochi mesi ha deciso di rimuovere il disegno impresso sul corpo.

Melanoma

Gli operatori del settore stanno chiedendo da tempo di cambiare le leggi per regolamentare il settore. Prima fra tutte l’esigenza di una formazione adeguata per chi voglia diventare tatuatore di professione. I più preoccupati sono i medici dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), organizzatori del webinair “Il melanoma nascosto nel tatuaggio”. In Italia i tatuati, uomini e donne, sono almeno 7 milioni. E tutti coloro che hanno ampie aree del corpo tatuate possono nascondere tumori della pelle. Questo l’allarme dell’associazione, che chiede più informazione e consapevolezza.

Thailandia

Nel mondo dei tatuaggi un posto speciale lo occupa il Sak Yant. Il più noto tatuaggio tailandese non è solo arte figurativa (e vi pare poco?), ma anche uno stile di vita. Secondo i credenti è una pratica che trasmette poteri protettivi a chi lo porta. Dall’inchiostro delle scritture ai motivi geometrici, fino ai disegni di animali, il tatuaggio tradizionale tailandese ha un fascino particolare e intimo. Nel Wat Bang Phra, un tempio nella Thailandia centrale, che questi tatuaggi prendono vita da centinaia di anni. Nel XX secolo questo centro è diventato la sede della pratica nota come sak yant. Migliaia a di persone si recano ogni anno nel tempio per ricevere un tattoo. Si trova a 50 km a ovest di Bangkok ed è un tempio buddista ancora attivo, dove i monaci risiedono e meditano. In Italia esiste una piccola community dedicata al sak yant. Un’iniziativa culturale dedicata ad avvicinare alla misteriosa e affascinante cultura proveniente dalla Thailandia. In era pre-Covid il polo italiano del sak yant organizzava incontri con tappe in diverse città italiane. Oggi rimane attivo il sito, da dove si possono avere aggiornamenti sulle prenotazioni dei tatuaggi e le condizioni di viaggio Thailandia-Italia sulla base delle restrizioni anti-Covid in vigore.