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domenica, 25 Settembre 2022

De Benedetti, “Berlusconi al Quirinale? Restituisco subito il passaporto”

Se il Parlamento impazzisse e mandasse Berlusconi al Quirinale “io restituirei subito il passaporto al ministro degli Interni”.

Più tranchant di così non poteva essere Carlo De Benedetti, l'”ingegnere”, l’imprenditore ed editore 87enne ex- tessera numero 1 del Pd, sull’ipotesi del Cavaliere al Colle. Ipotesi di cui si parla, tra le tante, e con il centrodestra che promette di appoggiarlo, man mano che si avvicina Febbraio 2022 quando si faranno i giochi per la presidenza della repubblica e i mille Grandi elettori dovranno scegliere il successore di Mattarella.

De Benedetti non usa mezzi termini per bocciare la candidatura al Colle del presidente di Forza Italia, dal quale lo ha sempre diviso un forte contrasto, un antagonismo politico ed economico. “Se quell’assemblea impazzisse (i Grandi elettori, ndr) e mandasse Berlusconi al Quirinale, sa cosa farei? – ha risposto alla Gruber che lo interrogava su La7 – restituirei subito il mio passaporto al ministro dell’Interno…”. “Sarebbe una cosa indegna” ha proseguito “se al Colle andasse un condannato per frode fiscale, uno che ha fatto dire ai suoi deputati che Ruby era la nipote di Mubarak…”.

Ma come la pensa De Benedetti sulla Grande corsa al Colle? Lui conosce bene Draghi, e da decenni, ma assicura di non avergli chiesto nulla sulla questione. Può solo testimoniare che l’ex-numero uno della Bce ama il suo paese e vuole solo fare l’interesse dell’Italia. Personalmente non si augurerebbe certo che Draghi traslocasse al Quirinale perchè, dice De Benedetti, “sta facendo egregiamente il suo lavoro a palazzo Chigi” e questo è bene per il paese ancora non uscito dall’emergenza Covid. Meglio sarebbe per l’ingegnere se Mattarella e Draghi restassero ai loro posti: “Abbiamo due persone giuste al posto giusto, che motivo ci sarebbe per cambiare?”. Ma Mattarella ha già fatto capire che non vuole, è stata l’obiezione. “Se il parlamento votasse compatto dalla prima votazione il suo nome, non credo che Mattarella resterebbe della sua opinione” risponde De Benedetti

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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