Cop26, la svolta arriva con l’intesa Usa-Cina

Il colpo di scena è arrivato nel tardo pomeriggio, con un comunicato congiunto Usa-Cina.

La svolta si è concretizzata quando già si intrecciavano i commenti negativi sulla bozza del comunicato finale, commenti tutti improntati alla delusione per le aspettative non corrisposte e quindi per una Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima in corso a Glasgow, avviata verso un fallimento, un flop.

La notizia dell’intesa Usa-Cina, i due paesi più degli altri sul banco degli accusati come inquinatori e nel mirino di Greta Thunberg, ha cambiato le carte in tavola. E le speranze di un reale cambiamento di atteggiamento nei confronti dell’emergenza clima da parte dei Grandi della terra si sono ravvivate. Le due superpotenze hanno raggiunto un’intesa e firmato un comunicato congiunto che testimonia la loro volontà di collaborare nell’affrontare “con maggiore ambizione” il cambiamento climatico.

L’inviato speciale di Pechino Xie Zenhua ha detto: “Vogliamo collaborare con gli Stati Uniti per affrontare una emergenza che mette a rischio la nostra stessa esistenza”. L’inviato di Biden John Kerry gli ha fatto eco: “Fra noi ci sono differenze, ma sul clima dobbiamo agire nella stessa direzione”. In due conferenze stampa separate Kerry e Xie Zenhua hanno annunciato un piano – i cui contenuti saranno resi noti domani – per ridurre le emissioni inquinanti entro questo decennio. La Cina, in particolare, ha annunciato un piano per ridurre le emissioni di metano.

Cina e Stati Uniti sono i paesi con le emissioni più alte al mondo di gas serra, i principali responsabili del cambiamento climatico. Xie Zhenhua, inviato dal presidente Xi alla COP26, ha detto che “in quanto maggiori potenze mondiali, Cina e Stati Uniti devono prendersi la loro responsabilità e dobbiamo lavorare insieme”. Ed ha aggiunto che tra i due paesi ci sono più punti in comune che divergenze.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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