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martedì, 24 Maggio 2022

Rapporto CREA Sanità, mancano gli infermieri. FNOPI lancia l’allarme al governo

Infermieri, è allarme organici. Nell’Italia del Covid esplode l’emergenza: mancano da 230 a 350mila infermieri, mentre la domanda è destinata ad aumentare. Il 17esimo Rapporto CREA Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) punta il dito sulla carenza infermieristica. “Rispetto alla media dei Paesi europei, l’Italia presenta un potenziale surplus di +0,48 medici e un gap di -3,93 infermieri ogni 1.000 abitanti”. E questo incide soprattutto rispetto al fabbisogno per le fasce più anziane (e in crescita) della popolazione.

Gap

Il gap di infermieri si traduce in concreto “in una carenza di oltre 237 mila unità di personale”. Riportando l’analisi con riferimento alla sola fascia over 75, che è in continua crescita per effetto della scarsa natalità e l’allungamento dell’aspettativa di vita, “allo stato attuale, mancherebbero all’appello più di 17 mila medici e 350 mila infermieri”. Secondo il CREA, lo Stato “volendo provare a colmare il gap, non solo dovrà preventivare una maggior spesa sul costo del personale, ma dovrà anche sincerarsi che la capacità degli Atenei sia in linea con tale obiettivo”.

PNRR

Occorre individuare nuove soluzioni, anche in vista dell’applicazione della Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Senza una soluzione alla carenza di organico – rileva CREA – l’assistenza e l’applicazione del PNRR, che pone al centro del futuro sistema sanitario l’assistenza territoriale, saranno fortemente penalizzati”. Si conferma dunque l’urgenza di “un’attenta pianificazione del sistema” alla luce anche “delle previsioni sulle uscite future” del personale e sul “ruolo che la tecnologia potrà giocare nell’imminente futuro”. Con il Covid, segnala Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), “la carenza di infermieri si sta trasformando in un vero e proprio allarme. Come FNOPI abbiamo alcune soluzioni per il problema e siamo disponibili a un vero confronto con le istituzioni”.

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