Mattarella sfonda quota 330 e il Pd invita a tenerne conto

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(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

I voti per Sergio Mattarella sfondano quota 330.

Nel sesto scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica, un’altra fumata nera, l’attuale inquilino del Colle – che termina il suo mandato il prossimo 3 febbraio e ha fatto sapere a più riprese di non essere disponibile ad un bis – ha ottenuto 336 preferenze. Una quota doppia rispetto ai 166 voti ottenuti nel quarto scrutinio.

Stamane, nel quinto, Mattarella ne ha ottenuti 46 ma c’era l’astensione di tutto il centrosinistra nei confronti della candidatura Casellati proposta dal centrodestra. Astenuti 445, bianche 106, 9 voti dispersi 4 nulli. Quella registrata sul nome del capo dello stato è una progressione notevole che è partita dai primi 16 voti ottenuti lunedì 24, prima chiama, per passare poi a 39 alla seconda e quindi a 125 voti alla terza.

Un crescendo, “una spinta trasversale” di cui occorre tenere conto, dicono fonti del Nazareno, confermando che l’opzione Mattarella-bis resta tra quelle avanzate dal segretario Letta a nome del Pd. Una strada che potrebbe tornare d’attualità se proseguisse lo stallo tra le forze politiche. “Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo. Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del Presidente Mattarella” hanno sottolineato fonti del Nazareno come riferisce l’AdnKronos.

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