L’annuncio lo ha dato esplicitamente il premier Draghi parlando nel pomeriggio a Firenze agli imprenditori: terminerà il 31 marzo, dopo due anni, lo stato d’emergenza per la pandemia da Covid. Cioè il governo non lo prorogherà. E sempre da quella data sarà dato il via all’allentamento di molte restrizioni come i colori per le Regioni. Per lo stop al green pass rafforzato ci vorrà più tempo: la sua abolizione per le attività all’aperto sarà graduale, sempre a partire dal 1* aprile. La notizia era nell’aria ma da oggi è ufficiale e le parole di Draghi sono state accolte con applausi dagli imprenditori incontrati a Firenze e a Roma da tutti i partiti politici: soddisfatta in particolare la maggioranza mentre Fratelli d’Italia ha sottolineato che la decisione doveva esser presa “molto prima”. La situazione epidemiologica del Covid migliora nettamente, finisce lo stato d’emergenza iniziato con Conte a febbraio del 2020 ma questo non vuol dire ‘liberi tutti’ o l’abbandono di ogni prudenza. Certo è – e lo ha sottolineato Draghi – che è intenzione del governo “riaprire tutto presto” per favorire un responsabile ritorno alla normalità. Quindi basta con le Regioni colorate, scuole sempre aperte, in classe si potranno togliere le mascherine Ffp2, eliminate le quarantene da contatto, cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto. Il Governo è consapevole del fatto, ha detto il presidente del Consiglio, che la solidità della ripresa “dipende prima di tutto dalla capacità di superare le emergenze del momento”. La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, “grazie al successo della campagna vaccinale”, e “ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese”. Quindi, ha concluso Draghi, l’obiettivo è di “riaprire tutto il prima possibile, continuando però a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze”.
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