Pioggia di bombe su Kiev, uccisi altri due reporter. Zelensky ammette: “Niente Nato”. Le contro-sanzioni di Mosca

Ventesimo giorno di guerra in Ucraina: pioggia di bombe sul centro di Kiev, quattro morti.

Altri due giornalisti uccisi, un reporter americano e una cronista ucraina.

Sono ripresi i colloqui in video conferenza tra russi e ucraini, mentre le ‘contro-sanzioni’ di Mosca all’Occidente si sono concretizzate nel divieto di ingresso in Russia e in un congelamento di asset per il presidente Usa Joe Biden e per altri dodici alti esponenti della sua amministrazione, tra cui il segretario di stato Anthony Blinken, il capo della sicurezza nazionale Sullivan, il titolare della Difesa, il capo della Cia, il capo di stato maggiore, la portavoce della Casa Bianca, il figlio di Biden, Hunter, e l’ex-segretario di stato Hillary Clinton. Stessa misura per il premier canadese Justin Trudeau. La risposta dall’Ovest è stata immediata: nuove sanzioni colpiranno il leader bielorusso Lukashenko, alleato di Mosca, mentre il Regno Unito ha inserito altri 350 nomi di oligarchi e politici russi nella lista nera.

Una novità nel contrastato rapporto tra Kiev e la Nato, questione delicatissima per Mosca e forse alla base dell’invasione russa: oggi il presidente ucraino Zelensky ha detto di aver “preso atto” che il suo paese “non può entrare nella Nato”, pur continuando a pressare l’Occidente per la fornitura di armi con lo slogan “aiutandoci aiuterete voi stessi”.  “L’Ucraina si rende conto che non è nella Nato. Abbiamo sentito per anni parlare di porte aperte, ma abbiamo anche sentito dire che non possiamo entrarci, e dobbiamo riconoscerlo”. ha detto testualmente. “Dopo l’Ucraina – ha aggiunto Zelensky – Putin rivolgerà le sue attenzioni ad altri paesi, anche dell’Alleanza atlantica”. Insomma, ha ammonito il leader ucraino in un intervento in collegamento con Londra e i paesi nordici – “verrà anche da voi”. Comunque i leader della Nato stanno valutando una riunione straordinaria a Bruxelles alla fine della prossima settimana, alla quale secondo fonti Usa il presidente Joe Biden dovrebbe partecipare. 

Un reporter di Fox News è stato ucciso a Kiev, lo ha confermato stamane l’emittente statunitense. Pierre Zakrzewski è stato ucciso lunedì nello stesso incidente che ha visto il ferimento del corrispondente della rete Benjamin Hall.  “È con grande tristezza e angoscia che condividiamo la notizia riguardo al nostro amato reporter Pierre Zakrzewski”, ha scritto l’amministratore delegato di Fox News, Suzanne Scott. Pierre è stato ucciso a Horenka, fuori Kiev. “Era con Benjamin Hall ieri a raccogliere notizie quando il loro veicolo è stato colpito”. Hall è stato gravemente ferito alle gambe, colpite da alcune schegge provocate dall’esplosione. E’ il secondo giornalista straniero caduto durante la guerra in Ucraina, dopo l’americano Brent Renaud. Secondo quanto riporta la Cnn, Anton Gerashchenko, advisor del Ministero degli Interni di Kiev, anche la giornalista ucraina Oleksandra Kuvshynova è rimasta uccisa nell’attacco.

A Roma il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni ha confermato che Papa Francesco ha ricevuto la lettera del sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, che lo invitava a recarsi nella capitale ucraina sconvolta dalla guerra. La risposta della Santa Sede, al momento, è questa: “Il Pontefice – ha detto Bruni rispondendo alle domande dei giornalisti – è vicino alle sofferenze della città alla sua gente, a chi ne è dovuto fuggire e a chi è chiamato ad amministrarla. Prega il Signore che siano protetti dalla violenza. E per loro e per tutti ribadisce l’appello fatto domenica scorsa con la Preghiera dell’Angelus: “Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano: c’e’ solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le citta’ a cimiteri”

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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