10.4 C
Roma
mercoledì, 7 Dicembre 2022

Il tè cinese più caro al mondo si beve a Hong Kong

L’ora del tè pomeridiano a Hong Kong inizia con tre portate e tre bicchierini del più raffinato e costoso infuso giallo al mondo. Sono tre varietà di tè caldo che attirano gli avventori di uno dei quartieri più famosi del centro dell’isola, Causeway Bay. Il tè Puerh è crudo al profumo di prugna, il Gold Needle Dian Hong è un tè nero relativamente nuovo dello Yunnan; e infine il Rougui che è al profumo di torba, un tipo di tè delle montagne di Wuyi, nella provincia cinese del Fujian. “Per favore, annusate”, dice il cameriere. “Con il bicchiere da cognac, puoi ottenere più profumo di frutta. Con il bicchiere da vino Bordeaux, raccogli più aromi floreali”.

Costi

Per gustare una tazzina di questo tè al Glassbelly Tea Lab ci vogliono 3500 dollari. Del resto era il tè dell’imperatore della Cina. Il Niu Lan Keng Rougui è una delle varietà più rare del pianeta. Cresce solo sulle montagne cinesi di Wuyi, nella regione del Fujian e costa circa 184mila dollari al kilogrammo. Il prezzo però varia spesso per via di un mercato altalenate che risente della tradizione del passato e dei sentimentalismi personali. Per contestualizzare, una piccola teiera da 150-200 ml viene solitamente preparata con circa cinque grammi di foglie di tè.  In Cina e a Hong Kong ne esistono sei varietà, definite da caratteri estetici e tecniche di lavorazione diverse: verde, bianco, giallo, nero, scuro e rock oolong. Quest’ultimo tipo è il più prezioso di tutti e si suddivide a sua volta in tre sottogruppi: Rougui (come il sopracitato Niu Lan Keng), Da Hong Pao e Shui Xian. Anticamente, poteva assaggiarle solo l’imperatore cinese, oggi invece è sufficiente essere in grado di poterlo pagare. Già nel 2002, 20 grammi di Da Hong Pao costavano 28 mila dollari.

Il buon tè

“Per capire perché alcuni tè sono costosi, prima di tutto devi capire cos’è un buon tè”, spiega alla CNN Wing Yeung, fondatore del Glassbelly Tea Lab. Questa è una domanda sorprendentemente impegnativa a cui rispondere nonostante il tè sia una delle bevande più popolari al mondo. “Il problema principale con il tè cinese è che non esiste una risposta oggettiva a cosa sia un buon tè”. Alla vendita del tè in Cina sono legate molte storie di famiglia, sentimenti e tradizioni che esulano dai sapori effettivi del tipo di tè che si sta per acquistare. Il vino e il caffè hanno fatto molto più strada nel mondo commercialmente parlando rispetto al tè cinese. Anche se, come l’infuso per eccellenza, sono anch’esse bevande di origine vegetale. La foglia fa la differenza se si tratta di tè. Ma non è facile riconoscere quella più pregiata. “Abbiamo speso somme di denaro per esclusive foglie di tè ‘di fascia alta’ che si sono rivelate orribili”, spiega Yeung parlando delle piante di Da Hong Pao. Perché è molto difficile se un tè è come il venditore afferma che sia.

Leggenda

La mancanza di un sistema di standardizzazione ben riconosciuto contribuisce alla confusione dei prezzi. Rispetto al vino o al caffè, il mercato è meno trasparente, rendendo più difficile per i consumatori sapere quanto dovrebbe costare un particolare tipo di tè e perché. Il team del Wing Yeung ha versato tè per un valore di circa 5 milioni di dollari nell’ultimo decennio. Fino all’apertura del Glassbelly Tea Lab nel 2021. Il suo nome è stato ispirato da un antico personaggio semi-mitologico cinese, Shennong (il Contadino Divino). Secondo la leggenda, Shennong aveva una pancia traslucida. Per aiutare il mondo a testare l’uso e la tossicità della vegetazione, Shennong campionava ogni erba che incontrava e registrava come cambiava nel suo corpo, incluso il tè. Perché il tè aiuta a far rilassare la mente e a sciogliere la lingua, più dell’alcol. per i clienti che assaggiano il tè al Glassbelly Tea Lab di Hong Kong, Yeung raccomanda di mangiare qualcosa per evitare di ubriacarsi di tè.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

Altro dall'autore

Articoli più letti