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domenica, 3 Luglio 2022

Putin comincia a chiudere i rubinetti del gas, Polonia e Bulgaria prime ‘vittime’

Vladimir Putin non si limita a minacciare l’Occidente e chiunque intenda interferire con la sua ‘operazione militare speciale’ in Ucraina.

Ma comincia a chiudere i rubinetti del gas ad alcuni paesi europei, a partire da Polonia e Bulgaria primi nella lista delle nazioni ‘ostili’. Dopo aver affondato la missione del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – a colloquio con Putin ma a distanza, con il tavolo lungo… – decollato da Mosca per Kiev senza aver ottenuto nulla (“Nessun accordo senza Crimea e Donbass” gli ha detto a muso duro lo zar del Cremlino), Putin ha usato toni apocalittici per mettere in guardia chi intende opporsi in Ucraina ai suoi piani di espansione.

“Chi interferisce sappia che la nostra risposta sarà fulminea e mai vista prima” ha sibilato lasciando intendere che la Russia, se aggredita, ha intenzione di usare armi mai viste, armi che nessuno ancora possiede…

Intanto su ordine del Cremlino il gigante russo dell’energia Gazprom ha interrotto le forniture di gas alla Polonia e alla Bulgaria dopo che entrambi i paesi, considerati ‘ostili’ alla Russia in base ai canoni di Mosca, si sono rifiutati di pagare il gigante energetico in rubli come deciso da Putin in risposta alle sanzioni occidentali. I due paesi confinanti con l’Ucraina hanno accolto centinaia di migliaia di profughi ucraini in fuga dalla guerra. La Bulgaria, preoccupata, ha fatto sapere di avere riserve di gas per un mese, la Polonia sta un pò meglio perchè intanto riceverà quote di gas dai paesi vicini e alleati. La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha definito la mossa di Gazprom “un’altra provocazione del Cremlino” ed ha accusato Mosca di usare il gas per “ricattare” il blocco occidentale.

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