Conte attacca Draghi: vuole la crisi? Ma lui nega: “Falso, c’è chi vuole cacciarci dal governo”

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Conte incontra parti sociali
(foto governo.it)

Giuseppe Conte all’attacco di Mario Draghi, risolutamente.

E c’è chi sente aria di crisi. Un’ipotesi però smentita dal leader dei Cinquestelle che ribalta i rumors sempre più insistenti sulle nuove strategie M5s, forse frutto delle ‘consulenze’ di Beppe Grillo: tutto falso. C’è invece qualcuno – dice Conte- che sembra lavorare per far fuori i grillini dall’esecutivo…

“Inizio ad avere dubbi che ci sia qualcuno che voglia spingere il Movimento fuori dal governo” afferma senza perifrasi l’ex-premier durante la presentazione della scuola politica del Movimento, aperta non solo agli eletti, candidati ed attivisti del M5S ma a chiunque. “Dicono spesso che vogliamo far cadere il governo. Io comincio a pensare che qualcuno voglia spingerci fuori dall’esecutivo. Se questa fosse l’intenzione – incalza – ce lo dicano chiaramente. Chiedo rispetto per gli 11 milioni di cittadini che hanno votato il Movimento”.

Ma i ‘retroscenisti’ si sono inventati tutto? O forse qualche appiglio l’hanno trovato nel dipingere un Conte contro Draghi, ventre a terra nelle ultime 24 ore, con il rischio – anche se non con l’obiettivo – di mettere in crisi in piena guerra in Ucraina l’ex-numero uno della Bce, l’uomo che lo ha sostituito a palazzo Chigi (per gli scenari fantapolitici con Salvini a fargli da spalla, se del caso, sulla storia delle armi a Zelensky: una consonanza solo occasionale ma che rievoca l’alleanza del governo giallo-verde del 2020…)?

A proposito di spunti sul confronto neanche troppo nascosto tra Conte e Draghi ce ne sono alcuni che si sono verificati in rapida successione nelle ultime ore e che hanno messo sul chi vive gli osservatori. Prima la norma varata dal Consiglio dei ministri sul termovalorizzatore a Roma, che ha fatto infuriare il M5s, poi la ‘bocciatura’ del superbonus al 110%, bandiera dei Cinquestelle, pronunciata da Draghi durante la visita a Strasburgo, e infine l’avvertimento diretto al premier, parole di Conte, perchè non si azzardi a mettere la fiducia sul decreto che contiene anche il ‘via libera’ all’aborrito (dai grillini) strumento che consentirebbe a Roma, secondo invece il sindaco Gualtieri e il Pd, di risolvere il problema dei rifiuti.

Uno, due, tre… Prendendo a prestito una massima di Agatha Christie non ci sarebbero dubbi: un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza ma tre indizi fanno una prova. Ed è sulle armi all’Ucraina che lo scontro sembra poter avere più serie conseguenze. Conte sostiene che “lo scenario internazionale si fa sempre più complesso e insidioso e questo impone nuove scelte e di rivedere anche quelle già compiute”, un ripensamento comune con Salvini, e torna a richiedere con toni più decisi che il premier informi il Parlamento, richiesta cui si sono associate atre forze politiche: “È giusto – rimarca – che in una democrazia parlamentare il presidente del Consiglio venga a spiegare qual è la posizione dell’Italia, in quale direzione il paese si sta muovendo. Quando andrà a Washington, ascolterà Biden o cercherà anche di persuaderlo sulle sue posizioni?”.  “Condanniamo la Russia e sosteniamo l’Ucraina, allo stesso tempo l’Italia deve lavorare e battersi per una soluzione politica al conflitto. Non vediamo alcuna possibilità che l’obiettivo possa essere sconfiggere la Russia, se così fosse – si accalora Conte – sarebbe un grande errore e l’Italia deve correggerlo”. Per l’ex-premier sfidare Putin porterebbe a “una carneficina”. “Sconfiggere una potenza nucleare non è un obiettivo a portata di mano, sarebbe una follia”. La soluzione alla guerra? “Un negoziato, è a portata di mano. La storia e l’esperienza dimostrano che la diplomazia non conosce pause”.

L’ex-premier dice anche di non pretendere da Draghi la lista delle armi da inviare in Ucraina, una per una, perchè naturalmente l’elenco è secretato. Ma sul termovalorizzatore i grillini non recedono. E per questo non hanno votato il decreto sugli aiuti a famiglie e imprese per il caro-energia. Oggi Conte parla di “sorpresa” e “profonda delusione” per la mossa di Draghi, nella quale vede una sorta di ‘tranello’. Quindi, è la conclusione, il premier “non pensi neppure lontanamente a mettere la fiducia” al momento della conversione.

I toni e le parole di Conte su Draghi non sono piaciuti a Italia viva che attacca il leader Cinquestelle: “Conte definisce la norma sul termovalorizzatore a Roma un “ricatto” e sul superbonus parla di “rappresaglia” del presidente Draghi: parole inaccettabili in una maggioranza di governo e contro il presidente del Consiglio. Questo sarebbe il rispetto istituzionale di un ex premier?” twitta Michele Anzaldi. E nemmeno ai dem. Il senatore Pd Andrea Marcucci replica a Conte così: “Conte dice che qualcuno vuole spingerli fuori dal governo. A me sembra che siano i Cinque Stelle ad avere questo desiderio. È assolutamente sbagliato creare polemica su ogni provvedimento, siamo in una maggioranza istituzionale, si discute ma alla fine va privilegiato l’accordo nell’interesse dell’Italia”.

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