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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Gli appunti velenosi del Cav e la replica, gelida, della Meloni

“Mi pare che tra le cose scritte da Berlusconi manchi un punto: non sono ricattabile”.

Così Giorgia Meloni, gelida, ha risposto ai giornalisti che le chiedevano un commento sul biglietto che la riguardava – “Supponente, prepotente, arrogante e offensiva. Con lei non si può andare d’accordo” – scritto da Silvio Berlusconi in aula a palazzo Madama e diventato il caso del giorno.

Un biglietto ‘catturato’ ieri da una foto pubblicata oggi da Repubblica.it. Il Cav lo teneva sul banco, primo appunto in una cartella tenuta aperta – a disposizione quindi di fotografi e telecamere… – mentre il presidente di Forza Italia, visibilmente nervoso e stizzito per il ‘no’ della Meloni alla Ronzulli ministro, parlava con La Russa, poi anche lui mandato a quel paese. Si è innescata così 24 ore dopo le polemiche sui voti di Forza Italia mancati a La Russa un’altra forte polemica all’interno del centrodestra, con evidente frizione tra FdI e Fi, dopo l’elezione alla presidenza del Senato proprio di La Russa e quella anche più turbolenta di Lorenzo Fontana alla Camera.

Lo scontro sull’appunto del Cav sembra qualcosa di più di un semplice “inciampo” della maggioranza di centrodestra, come ha detto Guido Crosetto, fondatore di FdI con la Meloni. Un caso che potrebbe avere ripercussioni sul lavoro che sta portando avanti la leader di Fratelli d’Italia per formare il suo governo in caso di affidamento dell’incarico da parte di Mattarella. “Possiamo anche dirlo” che ieri la maggioranza è inciampata, “ma è stato un assestamento e tutto è andato a posto il giorno dopo: oggi c’è stato un centrodestra compatto. Alla fine La Russa ha avuto anche più voti di quanti ne avrebbe avuto con la maggioranza. Tutto è bene ciò che finisce bene e spero che il fine settimana riporti il sorriso” ha detto un ottimista Crosetto. Ma erano le 18, prima che scoppiasse la bufera per quell’appunto del Cav…

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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