Trump sotto processo contrattacca: accuse ai pm e a Biden, “Vuole la Terza guerra mondiale”

L’unico crimine che ha commesso, dice Trump, è stato “difendere l’America da chi la vuole distruggere”.

Nel mirino dell’ex-presidente Usa appena incriminato e come un fiume in piena davanti ai suoi sostenitori nel resort di Mar-a-Lago in Florida ci sono i procuratori di Manhattan che gli hanno appena notificato i 34 capi di imputazione a suo carico nel caso Stormy Daniels, il partito democratico e e il presidente Joe Biden accusato di volere la Terza guerra mondiale. Poche ore dopo essersi consegnato al tribunale di New York, Trump – che era apparso incupito in un breve passaggio davanti alle telecamere – è tornato quello di una volta: aggressivo e senza peli sulla lingua.

Alle primarie repubblicane per la sfida a Biden sarà sotto processo ma questa circostanza, un inedito nella storia americana (l’incriminazione di un ex-presidente) non gli ha impedito si eruttare fuoco e fiamme sui suoi accusatori e avversari, dal procuratore Alvin Bragg (“pagato da Soros” ha detto) che gli ha imputato un tentativo di “cospirazione per minare l’integrità delle presidenziali del 2016” comprando il silenzio della pornostar, Stormy Daniels, dell’ex coniglietta di Playboy Karen McDougal e di un portiere della Trump Tower che minacciava rivelazioni scomode per il tycoon, all’intero sistema giudiziario Usa “corrotto, e diventato ormai illegale”, allo stesso attuale inquilino della Casa Bianca accusato di volere la Terza guerra mondiale (e raffigurato mentre cade per le scale nelle t-shirt già in vendita per la campagna presidenziale dell’ex-presidente).

Insomma per il tycoon – che sul palco in Florida ieri sera non aveva accanto nè la moglie Melania nè la figlia Ivanka – quella in atto a suo carico è un’inchiesta “farsa” sobillata dalla “sinistra radicale” per sbarrargli la strada ad ogni costo nel suo cammino verso la Casa Bianca. Trump ha ribadito di essere innocente e che “nulla è stato fatto illegalmente” accusando  Bragg “di aver chiuso New York, mobilitato 38.00 agenti e speso 200.000 dollari di fondi della città per un accordo di non divulgazione legale da 130.000 dollari”. La chiusa? Alla Trump: “Stiamo vincendo da otto anni e continueremo a vincere” ha detto ai suoi sostenitori.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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