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sabato, 2 Dicembre 2023

Ricerca sull’Aids: due migranti su tre si infettano in Italia

Dalla XV edizione di ICAR (Italian Conference on Aids and Antiviral Research) che si è tenuta recentemente a Bari l’appello a contrastare, con formazione e informazione, un tema controverso: i migranti, infatti, non portano le infezioni direttamente dai loro paesi, nonostante luoghi comuni e pregiudizi. La letteratura, infatti, ci ha insegnato come, nel caso di positività all’Hiv, quasi 2 migranti su 3 (circa il 60%) in Europa abbiano acquisito l’infezione proprio nei paesi ospitanti.

“Nel dettaglio dell’HIV, si parla di 3,5-4% di prevalenza di positività, rispetto a una media nazionale dello 0,5% – spiega il Prof. Francesco Di Gennaro, Professore Associato Malattie Infettive e Tropicali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro – A causare principalmente le infezioni sono le scarse condizioni di vita, (poor living conditions),  in primis, povertà e sfruttamento, come le esperienze pugliesi del caporalato e dei ghetti ci insegnano“.

Tra le altre infezioni prevalenti, occorre sottolineare i casi di sifilide, che raggiungono il 10-12% contro la media nazionale del 2%. Anche in questo caso, la più alta prevalenza è dovuta non a un contagio avvenuto nei loro paesi, ma alle condizioni di povertà in cui la popolazione migrante versa. Si tenga presente che si tratta di persone che sono stabilmente in Italia da almeno 36 mesi, per lo più giovani (con una media intorno tra i 24-35 anni), e provenienti da paesi africani quali Ghana, Nigeria, Mali, Guinea, Marocco e Tunisia, e asiatici, quali Bangladesh e Pakistan, per lo più addetti ai lavori nei campi.

Di base – prosegue il Prof. Di Gennaro – queste persone appartengono a servizi appartenenti a una bassa soglia del welfare, quindi per questo facilmente aggredibili da una serie di fenomeni sanitari. In conclusione, soprattutto grazie allo strumento dei test salivari, le attività degli screening sono diventate più semplici e accessibili. Al contempo, i migranti si dimostrano sempre più disponibili a tali monitoraggi, dimostrando quanto tengano alla loro salute e a quella altrui”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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