600 morti e centinaia di ostaggi. Israele sotto choc ammassa truppe al confine con Gaza

Israele, in “stato di guerra” dopo l’attacco di Hamas all’alba di ieri, è da oggi guidato da Netanyahu alla testa di un governo di unità nazionale e sta ammassando tank e truppe al confine con Gaza. Molti osservatori si aspettano un’invasione via terra ma lo stato ebraico è ancora sotto choc per la doppia debacle della sua intelligence e del suo esercito (“Fallimento” titola stamane Haaretz) e nessuno sottovaluta il drammatico ma purtroppo ancora provvisorio bilancio dell’attacco di Hamas. Oltre 600 morti tra militari e civili israeliani (300 le vittime tra i palestinesi per la prima risposta dell’esercito con la stella di David); ma soprattutto il numero dei ‘dispersi'(750), probabilmente contando in quel numero centinaia di ostaggi, tra militari e civili, che i terroristi hanno subito trasferito in nascondigli all’interno della Striscia e che presumibilmente verranno usati come ‘scudi umani’ in caso di invasione da parte dello stato ebraico. La vicenda degli ostaggi ingigantisce lo choc della dirigenza e della popolazione israeliana per un attacco che non ha precedenti nella pur tormentata e tragica storia delle guerre arabo-israeliane e che supera come gravità, per il senso di insicurezza instillato nella popolazione israeliana (anche per i video raccapriccianti diffusi subito dai terroristi), quello che accadde il 6 Ottobre del 1973: l’inizio della guerra dello Yom Kippur, la quarta nello scenario mediorientale, scatenata da Egitto e Siria contro Israele nel giorno più sacro del calendario religioso ebraico. Anche allora un attacco di sorpresa, anche allora l’intelligence israeliana non si accorse dei movimenti delle truppe egiziane e siriane. Quel conflitto durò 20 giorni, questo iniziato da Hamas, a giudicare dalle dichiarazioni di Netanyahu e riflettendo sul ruolo cruciale degli ostaggi, potrebbe durare più a lungo.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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