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venerdì, 23 Febbraio 2024

Save the Children e ‘Il Buon Inizio’ dei bambini da 0 a 6 anni

Save the Children, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha presentato i risultati raggiunti nel primo anno del progetto ‘Il Buon Inizio’, rivolto ai servizi educativi per bambine e bambini tra 0-6 anni. 3 regioni (Piemonte, Lazio, Calabria), cinque territori (Moncalieri, Villa Adriana/Campolimpido, Locri e San Luca), numerose realtà locali si sono ritrovate insieme per il benessere dei bambini e per le loro famiglie. Coinvolti circa 627 bambini in laboratori e attività educative e di gioco e 467 genitori negli ‘spazi famiglia’ per iniziative di sostegno alla genitorialità. Investire nei servizi educativi per la prima infanzia e nel sostegno alla genitorialità significa garantire ai bambini e alle bambine l’opportunità di sviluppare le proprie capacità, contrastando le disuguaglianze e la povertà educativa sin dai primi anni di vita. In questa prospettiva lavora ‘Il Buon Inizio’. Il progetto selezionato dall’impresa sociale ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è coordinato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Il 20 novembre scorso, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza, sono stati presentati i risultati raggiunti nel primo anno di progetto. 

La prima infanzia in Italia

Piemonte e Lazio, rispettivamente, un bambino su 7 (il 14,8%) e uno su 5 (19,3%) hanno frequentato un servizio educativo per la prima infanzia, in Calabria la proporzione scende a 1 su 20 (4,5%). Nella regione, infatti, solo il 26% dei Comuni offre servizi educativi per la prima infanzia, oltre 30 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale (59,6%) e 8 e 10 punti percentuali in meno rispetto a Lazio (34,7%) e Piemonte (36,2). Degli oltre 190mila bambini e bambine nella fascia 0-2 che frequentano i servizi educativi per la prima infanzia nel nostro Paese, l’1% risiede in Calabria, il 7% in Piemonte e il 12% nel Lazio. Complessivamente, la spesa dei comuni per i servizi alla prima infanzia ammonta a oltre 1 miliardo e 300mila euro, con una spesa ogni 100 residenti nella fascia 0-2 anni pari a 1.043 euro. Esiste però una forte variabilità territoriale. Se, infatti, in Piemonte la spesa dei comuni ogni 100 residenti nella fascia 0-2 è in linea con la media nazionale (1.007 euro), il valore è molto più basso in Calabria (172 euro) e doppio nel Lazio (2.132 euro). La carenza di offerta di servizi educativi per la prima infanzia potrebbe giustificare anche l’ampia presenza di “anticipatari” – vale a dire di bambini di età inferiore ai 3 anni iscritti alla scuola dell’infanzia – in alcune regioni del Paese, tra cui la Calabria, dove costituiscono il 7,5% dei circa 36mila bambini iscritti alla scuola dell’infanzia. Si tratta di un valore superiore alla media nazionale (pari al 4,5%) e tra i più alti a livello regionale (percentuali più elevate si osservano solo in Molise dove la percentuale di anticipatari è pari all’8,5% mentre un valore simile a quello registrato in Calabria si osserva in Basilicata).

Dispersione scolastica

“L’Italia sconta uno storico ritardo nei servizi per la prima infanzia, un ritardo che pesa sulla povertà educativa, sulla dispersione scolastica, sul mancato inserimento lavorativo delle mamme. In occasione della Giornata mondiale sui Diritti dell’Infanzia chiediamo con forza, qui da Locri, che si compia ogni passo necessario per colmare questo gap dotando il nostro Paese, finalmente, di una rete capillare educativa per i bambini dagli zero ai sei anni. A questo scopo occorre non solo investire tutte le risorse stanziate dal Piano nazionale Ripresa e Resilienza per la costruzione degli asili nido, ma anche assicurare le risorse ordinarie per la continuità dei servizi e mettere in campo la formazione necessaria per le nuove figure professionali che dovranno far vivere i nuovi servizi. Il progetto che stiamo realizzando con ‘Con i Bambini’ e tante organizzazioni partner testimonia concretamente la necessità e l’importanza di un intervento a sostegno del benessere dei bambini nei primi anni di vita – sul piano educativo, relazionale, di promozione della salute – e a sostegno dei loro genitori” dichiara Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children. 

Il Buon Inizio

Il Buon Inizio è un progetto che ha coinvolto 3 regioni (Piemonte, Lazio e Calabria) e 5 territori (Moncalieri, Villa Adriana/Campolimpido, Locri e San Luca), in cui da oltre un anno si sta sperimentando un modello di intervento volto ad integrare gratuitamente l’offerta educativa di qualità per la fascia di età tra 0 e 6 anni e l’accesso ai servizi del territorio per le famiglie.  Complessivamente sono stati attivati 3 servizi educativi integrativi per la fascia 0-3 anni, 1 ludoteca con attività educative per i bambini e le bambine da 0 a 6 anni, 1 servizio ludico-ricreativo per quelli dai 3 ai 6 anni ad integrazione di un servizio preesistente. Nei primi 12 mesi di progetto, sono stati coinvolti circa 627 bambini e bambine, che hanno avuto accesso a hub multifunzionali con attività educative gratuite e di qualità, in grado di accompagnare lo sviluppo psico-fisico, stimolandone le abilità sensoriali, motorie e cognitive, creatività e curiosità.  Spazi che favoriscono l’inclusione di bambini e bambine in aree ad alta vulnerabilità socio-economica e con carenza di opportunità educative e servizi per minori e famiglie. Sono, inoltre, circa 467 i genitori coinvolti nelle attività e iniziative di progetto. Per i nuclei familiari sono stati attivati 6 spazi famiglia, in cui si offre sostegno alla genitorialità con sportelli sociali e di orientamento ai servizi territoriali, la partecipazione a iniziative e incontri tematici con specialisti multidisciplinari per favorire il rafforzamento delle competenze genitoriali e la conciliazione famiglia-lavoro. Sono stati organizzati, infine, incontri tematici su salute, benessere ed educazione, corsi per l’acquisizione di competenze specifiche per accrescere il livello di autonomia e di empowerment dei nuclei più vulnerabili. Il Buon Inizio lavora anche al rafforzamento della comunità educante e di cura dei diversi territori, con percorsi di formazione  rivolti a educatori, insegnanti, operatori e assistenti sociali e tramite la costruzione di tavoli territoriali che si riuniscono periodicamente per sviluppare una strategia di intervento comune tra gli attori del settore sociale, sanitario ed educativo che permetta la creazione di una rete di supporto per i nuclei più vulnerabili favorendo il benessere di bambini e bambine e delle loro famiglie. Il progetto ha, infatti, l’ambizione di mettere a sistema la metodologia di intervento ad alto livello di integrazione territoriale per generare un modello esportabile e sostenibile anche in altri contesti regionali e nazionali.  

Il PNRR e i servizi educativi

Frequentare i servizi educativi e di cura per la prima infanzia è fondamentale per contrastare la povertà educativa e interrompere la trasmissione intergenerazionale degli svantaggi, oltre che essere uno strumento di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, favorendo in particolare l’occupazione femminile. Il PNRR ha previsto un investimento significativo (4.6 miliardi di euro) per il piano asili nido e scuole dell’infanzia, potenzialmente in grado di consentire al nostro Paese di incrementare notevolmente i servizi, riequilibrando l’offerta nei territori.  È necessario garantire che tali investimenti restino prioritari nell’agenda del Governo, con la piena realizzazione di tutti i progetti approvati, verso l’obiettivo europeo di copertura del 45% entro il 2030. Per assicurare un numero adeguato di educatori è anche necessario aumentare nelle Università la capacità di accogliere un numero crescente di iscritti ai corsi di laurea abilitanti. Al contempo, è fondamentale sostenere la domanda di partecipazione ai servizi educativi e di cura per la prima infanzia, in particolare in quei territori e tra i gruppi sociali dove minore è la predisposizione alla frequenza di programmi educativi nei primi anni di vita. 









Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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