
Il risultato delle Regionali in Sardegna si decide al fotofinish. Quando mancano all’appello i conteggi relativi a un paio di centinaia di seggi su 1.800 la candidata del ‘campo largo’ (Pd-M5s) la cinquestelle Alessandra Todde è davanti al competitor del centrodestra (FdI, Lega e Fi), il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, il candidato imposto da Giorgia Meloni. E’ avanti per un soffio: poco più di un migliaio di voti, 45,3% la prima contro il 45% del secondo. Una differenza dello 0,3%. Terzo, staccato, Renato Soru con l’8%. Se vincesse la candidata giallo-rossa – e Conte e Schlein sono già in viaggio per l’isola – sarebbe la prima volta dal 2015 che il centrosinistra riesce a strappare una regione al centrodestra. Politicamente, sempre se il risultato premiasse il centrosinistra, si tratterebbe di una sonora bocciatura da parte degli elettori sardi (ha votato il 52%) per i partiti della maggioranza di governo, sicuri di vincere senza sforzo ma apparsi divisi, litigiosi e poco convincenti in campagna elettorale. Secondo il vice premier Antonio Tajani l’esecutivo, sempre in caso di vittoria del campo largo, non subirebbe contraccolpi: “Per il governo non cambia nulla” ha detto rivolto a chi da sinistra gongola e sostiene invece che per la Meloni e per il centrodestra “è finita la pacchia…”
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita