Salute: allarme liste di attesa, AIGO necessari modelli di gestione virtuosi anche per gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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(foto Uff.stampa)

Le cronache riferiscono ogni giorno di lunghe liste di attesa nella sanità pubblica, con un malcontento crescente tra i cittadini, ma anche da parte dei professionisti. AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri), che rappresenta oltre 2mila professionisti in Italia, collabora con le istituzioni per definire modelli gestionali in grado di governare le liste di attesa in gastroenterologia ed endoscopia digestiva. Un tema caldo che, segnala il presidente nazionale AIGO dottor Marco Soncini, sarà tra quelli affrontati al 30° Congresso nazionale delle Malattie dell’Apparato Digerente (FISMAD), che si terrà a Roma dall’11 al 13 aprile.

Tallone d’Achille

Le liste di attesa sono il tallone d’Achille del nostro Servizio sanitario nazionale (SSN). I fattori che concorrono a determinarle sono molteplici, a partire dall’invecchiamento della popolazione e dalla diffusione di percorsi diagnostico-terapeutici sempre più articolati, con la prescrizione spesso di esami non del tutto necessari da parte dei medici di medicina generale e specialisti. Tutto ciò finisce per incrementare l’inappropriatezza delle prestazioni, che in gastroenterologia ed endoscopia digestiva supera il 25% dei casi, specie tra gli esami endoscopici di primo livello (come esofagogastroduodenoscopia (EGDS) e la colonscopia). Una percentuale sicuramente rilevante, che diventa critica se si considera che ogni anno in Italia vengono effettuati non meno 2milioni e 500mila di questi esami.

RAO

È evidente come si rendano necessari nuovi modelli e linee guida efficaci per una riorganizzazione del sistema di erogazione delle visite e delle prestazioni ambulatoriali. Tra i possibili modelli d’intervento, quello dei RAO (Raggruppamento di Attesa Omogeno) è stato di recente proposto a livello ministeriale, sulla scorta delle esperienze maturate in base ad alcuni studi coordinati dalla Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), in collaborazione con 85 Società medico scientifiche, tra cui AIGO, istituzioni centrali (ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità), Regioni e Province Autonome e di Cittadinanzattiva. Gli obiettivi del modello RAO AGENAS sono: ottimizzare l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali; migliorare l’appropriatezza delle prestazioni; monitorare i tempi di attesa per singola classe di priorità; verificare periodicamente l’uso dei codici di priorità e il grado di concordanza tra medici di medicina generale e specialisti. Esempi virtuosi sono già presenti in alcune Regioni, come Lombardia ed Emilia-Romagna.

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