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lunedì, 27 Maggio 2024

Il centrosinistra va in pezzi a Bari, scambio di accuse Conte-Schlein

A Bari è andato in pezzi il centrosinistra.

Giuseppe Conte e Elly Schlein si sono scambiati parole dure come pietre ingigantendo così a livello nazionale il ‘caso Bari’ dove comune e Regione sono stati investiti da una bufera giudiziaria sul voto di scambio, con sviluppi che hanno riguardato soprattutto il Pd. Sono saltate le intese a Bari – ora nella corsa a sindaco ognuno sosterrà il proprio candidato: Leccese per i dem, La Forgia per i Cinquestelle – ma è difficile pensare che dopo lo strappo di oggi Pd e l’ex-premier possano tornare al dialogo, a Roma, prima delle Europee di giugno, dove poi ognuno correrà per conto proprio.

Dopo si vedrà, perchè per il centrosinistra c’è pur sempre l’esigenza di battere il centrodestra alle politiche, ma con le accuse e controaccuse di oggi l’alleanza Pd-M5s è in frantumi.

“Io sleale? Se il Pd non ritira le accuse difficile pensare a collaborare. Per noi la legalità non è un valore negoziabile, non è merce di scambio” ha tuonato il leader M5s in risposta all’attacco dalla segretaria dl Pd che aveva puntato il dito accusatorio sul leader Cinquestelle reo di aver fatto saltare le primarie di coalizione organizzate per scegliere il candidato del centrosinistra alla carica di sindaco del capoluogo pugliese al posto di De Caro.

La Schlein era rimasta basita dalla scelta di Conte a tre giorni dal voto “perchè non c’erano più le condizioni”. E non glielo aveva mandato a dire nel comizio serale: “Conte ha fatto tutto da solo, vuol far vincere la destra?”. “Chi ha iniziato a fare politica con palazzo Chigi – ha rincarato la dose Elly Schlein – capisco che non abbia dimestichezza con la militanza e con i gazebo. Pretendo però che si abbia rispetto. È una sberla per tutta la gente perbene che si stava preparando ad andare a votare”. Per poi chiudere così: “Così aiuta la destra, la strada dell’unità è stata rotta da altri. Abbiamo bisogno di una politica che guardi alle prossime generazioni e non i sondaggi. Sulla legalità – la conclusione – non accettiamo lezioni di moralità da nessuno”. La controreplica di Conte in un post su Facebook: “Il coraggio del nostro Movimento testimonia ai cittadini che c’è una comunità che non si arrende, che non rinuncia a vedere nella politica uno strumento al servizio di tutti e non un passe-partout per la carriera di pochi”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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