
I colonnelli contro il generale. Si sapeva che non tutti nella Lega vedevano con favore la candidatura del generale Roberto Vannacci nelle liste del Carroccio alle Europee ma dopo l’annuncio ufficiale di Matteo Salvini, che ieri ha tirato dritto e sciolto il nodo nonostante i malumori interni, i brontolii si sono fatti sentire con maggiore evidenza.
Il gelo con cui è stata accolto l’annuncio della candidatura del controverso generale in tutte le circoscrizioni nel voto dell’8 e 9 Giugno – nel polemico silenzio dell’attuale governatore del Veneto Luca Zaia – l’hanno esplicitato ad esempio il governatore del Friuli Venezia Giulia (e colonnello fin qui molto ascoltato), Massimiliano Fedriga, l’ex-ministro dell’Agricoltura e vice-presidente del Senato Gian Marco Centinaio e alcuni ‘bossiani’, come l’ex-segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi. Fedriga ha messo le mani avanti annunciando seccamente che non voterà Vannacci ma “i candidati friulani”, Centinaio gli ha fatto eco dicendo che “ci sono altri candidati validi nel partito”. Non sono mancate frecciate anche da parte degli “alleati”, come il ministro Guido Crosetto (FdI): “Una scelta win-win. Per lui, per la Lega e… per l’esercito” ha detto con sarcasmo il titolare della Difesa commentando la scelta di Salvini. Gli ha risposto lo stesso Vannacci: “È una sua opinione, se ritiene che sia così, non vorrei deluderlo. Il sarcasmo lo lascio a lui”….
Nel tentativo di rintuzzare le critiche interne ed esterne, nell’annuncio di ieri Salvini aveva precisato di non condividere “tutte le riflessioni” di Vannacci ma di voler difendere strenuamente il suo diritto di esprimere delle idee: “Sono contento che gli italiani nelle liste della Lega in tutti i collegi elettorali (non si sa ancora se come capolista, ndr) possano scegliere il nome del generale”. E oggi in un’intervista al Corriere ha chiosato, in riferimento alla candidatura di Ilaria Salis nelle liste di Verdi e Sinistra: “Questa si chiama democrazia. Se qualcuno decide legittimamente di candidare una persona che è in carcere all’estero con accuse pesantissime, perchè non dovrebbe chiedere il voto agli italiani un uomo che ha servito e difeso l’Italia nel mondo, dall’Iraq all’Afghanistan?”.
Per parte sua il generale ha spiegato a ‘Un giorno da pecora’ il suo sì a Salvini rivelando di aver ceduto al pressing del segretario della Lega solo qualche giorno fa. Ma per il momento non dirà addio alla divisa: “L’esercito? Per ora non lo lascio, se verrò eletto dovrò scegliere se lasciare o mettermi in aspettativa. Lasciarlo ora? Non vedo perché dovrei. E’ tutto normato, se non venissi eletto potrei tornare nell’esercito”. Quanto alle riserve espresse dai colonnelli leghisti il generale ha tagliato corto: “Sono problemi loro, io non faccio parte del partito essendo un indipendente. La tessera? Al momento non la prendo. A Centinaio e Fedriga che non mi votano faccio un ‘in bocca a lupo’ e tanti auguri”. “Pensa di essere sicuramente eletto?” gli hanno chiesto i conduttori Cucciari e Lauro: “Adesso inizia il combattimento, la battaglia” è stata la risposta di Vannacci.
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