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venerdì, 14 Giugno 2024

La caduta degli Dei. Il Ppe darà le carte. Ursula verso il bis

Crolla l’asse franco-tedesco o meglio crollano Macron e Scholz con l’Europa che vira a destra. Per decidere il presidente della Commissione Ue si dovrà comunque passare ancora una volta dalla “maggioranza Ursula”. Cioè la stessa che nel 2019, sull’asse Ppe, socialisti. e liberali di Renew, elesse von der Leyen.La clamorosa sconfitta casalinga dei leader francese e tedesco avrà sicuramenteripercussione interne, le stesse scongiurate in Italia dalla vittoria della Meloni e della sua maggioranza.

Macron e Scholz si siederanno al tavolo delle trattative europee senza la forza che avevano fino a ieri, con conseguenze non completamente prevedibili. A dare le carte sarà ovviamente il Ppe, grande vincitore di questa tornata elettorale. In Francia Macron ha già sciolto il Parlamento è indetto elezioni per il prossimo 30 giugno. E quanto potrà durare Scholz che ha visto la sua Spd doppiata dalla Cdu-Csu al 30% e scavalcata anche dalla estrema destra cripto nazista di Afd al 16%?

Tutti questi sconquassi si potrebbero allungare un po’ i tempi per il voto sul prossimo presidente della Commissione. Si sa che sia Macron che Scholz non avrebbero gradito un Ursula bis, accusata velatamente di flirtare troppo con la Meloni.

Il presidente Del Ppe Manfred Weber ha già invitato i suoi vecchi ospiti al tavolo, ma attenzione da una posizione di forza e con lui il Ppe rivogliono Ursula. Che potrebbe anche contare in alcune occasioni sul discreto appoggio dei conservatori della leader italiana per compensare gli eventuali franchi tiratori.

Poi è ovvio che i popolari tedeschi, la spina dorsale del Ppe, sono ben poco disposti a fare favori a quello Scholz che è il loro vero rivale interno. Per le alleanze si partirà dalla fedeltà atlantica e dalla difesa dell’Ucraina. E su questo la Meloni è ben posizionata. Anche sul fronte migranti il Ppe è chiaro, nel suo manifesto programmatico approvato a Bucarest meno di un mese fa ha sostenuto con forza il “modello Ruanda” è il no al Green deal .


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