Trump ferito in un attentato. L’America ripiomba nel buio

L’America ripiomba nel buio per l’attentato compiuto nei confronti di Donald Trump, ex-presidente e candidato repubblicano alla Casa Bianca, ferito poche ore fa nel corso di un comizio a Butler, in Pennsylvania. Trump è stato colpito ad un orecchio dai colpi sparati con un fucile da un ventenne appostato sul tetto di un edificio a cica 150 metri dal palco dove il tycoon stava svolgendo un comizio elettorale. L’attentatore, identificato dall’FBI per il ventenne Thomas Matthew Crooks di Bethel Park, Pennsylvania, è stato ucciso da un cecchino dei servizi segreti. Aveva sparato con un fucile d’assalto Ar-15, uno di quelli più usanti nelle sparatorie di massa. I colpi dell’arma semiautomatica – i testimoni hanno sentito una decina di spari- hanno mancato per centimetri Trump, uno gli ha perforato la parte superiore dell’orecchio destro ma hanno colpito la folla dei sostenitori dell’ex-presidente uccidendo uno spettatore e ferendone gravemente altri due. “Combattiamo, combattiamo. Non mi arrenderò mai!” ha urlato Trump alzando in alto il pugno destro, il volto insanguinato, mentre veniva portato via dalle guardie del corpo giù dal palco. L’attentatore, secondo l’FBI, era iscritto nelle liste elettorali del partito repubblicano per le prossime primarie ma – secondo altre fonti – avrebbe versato una piccola cifra ad un fondo di sostegno del partito democratico. Sconosciuto il movente del tentativo di omicidio. Il presidente Joe Biden ha subito chiamato al telefono l’ex-presidente invitando gli americani ad unirsi contro la violenza politica. Biden è tornato immediatamente a Washington: era nella sua residenza di Rehoboth Beach, nel Delaware. Dalla Casa Bianca il suo comento ufficiale: “Io e Jill siamo grati al Secret Service per averlo portato in salvo. Non c’è posto per questo tipo di violenza in America. Dobbiamo unirci come un’unica nazione per condannarla”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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