Gennaro Sangiuliano si è dimesso con una lettera alla premier. A stretto giro Giorgia Meloni ha scelto il successore: Alessandro Giuli, 48 anni, giornalista, da due anni presidente della Fondazione Museo Maxxi, che alle 19 ha già giurato nelle mani del capo come nuovo ministro della Cultura. Si conclude così una vicenda umana e politica iniziata il 26 agosto, undici giorni fa, quando l’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia, 41 anni, ha annunciato sui social la sua nomina a consigliera del ministro Sangiuliano – nomina subito contestata come fake news dallo staff del ministro – facendo scoppiare un caso che ha messo in grave imbarazzo la Meloni e il governo di centrodestra incalzato dagli attacchi dell’opposizione che non ha fatto sconti nè al ministro nè alla premier sull’onda delle ripetute e successive rivelazioni della Boccia e dei conseguenti ma un pò affannosi tentativi del ministro di difendersi (“mai speso un euro dei fondi pubblici per i viaggi e gli alberghi della Boccia”, “non sono ricattabile”). Il caso politico ha registrato il suo apice il 4 settembre con l’intervista-confessione al Tg1 del titolare della Cultura che ha ammesso la “relazione affettiva” con l’imprenditrice campana, una relazione cessata a metà agosto, chiedendo scusa in lacrime alla moglie e alla Meloni. Maria Rosaria Boccia, anche dopo le dimissioni del ministro, promette nuove rivelazioni. Intanto la Corte dei Conti annuncia il suo interessamento alla vicenda e l’ex-ministro fa trapelare che sta pensando di denunciare la presunta consigliera. Nella lettera alla premier con le sue “dimissioni irrevocabili” Sangiuliano scrive di aver bisogno di tranquillità e di voler stare accanto alla moglie, che ama.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







