Nasrallah è morto. L’Iran pronto a inviare i suoi pasdaran. Kamenei “portato in un luogo sicuro”

E’ arrivata la conferma proprio dagli Hezbollah: Hassan Nasrallah è morto. Il leader del movimento sciita, da anni nel mirino di Israele, è rimasto ucciso insieme ad altri capi del Partito di Dio nel raid israeliano su Beirut di ieri. Ora la domanda che si pongono tutti è cosa farà l’Iran, quale sarà la reazione della Repubblica islamica, principale sponsor degli Hezbollah, che rischia di innescare una vera e propria guerra in Medio Oriente. Qualcosa già comincia a trapelare mentre l’ayatollah Alì Kamenei, guida suprema dell’Iran, viene portato “in un luogo sicuro” sotto strettissima sorveglianza, Teheran ha fatto sapere di essere pronta a inviare truppe in Libano per sostenere i miliziani di Hezbollah nella prosecuzione della lotta contro lo stato ebraico. L’ayatollah Mohammad Hassan Akhtari, vicepresidente dell’Iran per gli affari internazionali, ha dichiarato infatti che verrà dato il permesso di schierare le truppe in Libano e sul versante siriano delle alture del Golan. “Possiamo inviare truppe in Libano per combattere contro Israele, proprio come abbiamo fatto nel 1981” ha detto. Da Kamenei inoltre un appello all’unità del mondo musulmano: “Tutti i musulmani si schierino con Hezbollah”. “E’ dovere di tutti i musulmani schierarsi con le proprie capacità al fianco del popolo libanese e del vittorioso Hezbollah e aiutarli ad affrontare questo regime usurpatore, ingiusto e malvagio”, ha detto riferendosi a Israele

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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