Trump, e mo’ Draghi fa’ l’americano, Mattarella il cinese, la Schlein la pasionaria, Salvini il devoto. La furbetta Meloni protagonista

L’America e noi. L’America e l’Europa. L’America e il mondo.

La vittoria di Trump ridisegna tutto la scenario politico mondiale, influendo naturalmente anche su quello europeo e dei singoli stati.

Meloni e Draghi convergono su un punto, con Trump possiamo crescere. “Le differenze di relazioni tra Usa ed Europa ci saranno e qualcosa cambierà, non necessariamente tutto in senso negativo” sostiene l’ex premier che punta ad un ruolo super partes tra Europa e Donald. Donald sempre attento alle opportunità di dialogo, quando siano affidabili gli interlocutori. L’ex governatore invita Bruxelles a non rinviare le decisioni. “A me pare che l’Europa debba trovare una quadra e prendere le misure di se’ stessa”, sostiene la Meloni. Vale a dire attenzione non possiamo ignorare Trump.

Mattarella fa il cinese, all’indomani della vittoria di Trump vola a Pechino e dice “no ai blocchi contrapposti” e riceve i complimenti del presidente cinese, Xi Jinping “Sergio e’ un mio buon amico”. Proprio nel momento in cui Trump e’ impegnato ad insidiare l’asse tra Mosca e Pechino sulla guerra in Ucraina.

Salvini fa il devoto e lavora, lui unico ad essersi apertamente schierato dalla parte di Trump prima del trionfo, ad un viaggio negli USA. Ma si sa chi comanda e’ la Meloni, che non è certo contro Trump ed ha dalla sua il grande amico Musk, ad oggi l’uomo più vicino a Trump.

La Schlein continua a fare la pasionaria insultando Trump, quasi come una sorta di oscuro demone, anziché cercare possibili dialoghi con il nuovo mondo, che non è certo tutto di destra, e’ molto di più e di più complesso.

Nel nuovo scenario perdono il leader francese Macron e il tedesco Olaf Scholz, già definito un cretino da Musk, da sempre in pessimi rapporti con Donald e finito, ironia del destino, nel pieno di una crisi di governo proprio nel giorno del trionfo di Trump.

Attenzione: Trump per carattere e’ un animale a sangue caldo, che non si scorda mai di quelli che ritiene torti subiti e guarda con attenzione ogni agenda nazionale ed internazionale. Oggi a maggior ragione dopo quella che considera la sua rivincita personale dove non intende più commettere gli errori del passato.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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