Autonomia, 7 i no della Consulta. La Corte Costituzionale, pur ritenendo la riforma legittima ne boccia alcuni punti chiave. La Lega incassa, rilievi superabili in Parlamento. La legge deve così tornare all’esame delle Camere.
Nessuno lo dirà ma nell’ambito della maggioranza questa decisione non dispiacerà a molti, a partire dalla Meloni, perché viene disinnescato un referendumn molto scomodo per il governo.
E’ vero si sarebbe trattato di un referendum abrogativo e con il necessario quorum del 50%, ma sarebbe stata dura diragli elettori dire di non andare a votare dopo avere sostenuto una riforma.
L’impianto generale, la cornice, non è stata bocciata ma la Corte chiede al legislatore di chiarire alcuni aspetti, in particolare ciò che può essere trasferito alle regioni. Non basta indicare le materie ma bisogna definire le funzioni.
La Corte colpisce anche un profilo procedurale, i livelli essenziali di prestazioni, ormai noti con l’acronimo di Lep, non potranno essere fissati con decreti legislativi sulla base di una delega generica.
Quello che risulta e’ che la sentenza ha un effetto anche paradossale, vanifica il referendum abrogativo sul quale i suoi oppositori hanno raccolto carrettate di firme. E disinnesca una possibile mina per la Meloni.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







