Studenti in piazza nel ‘No Meloni Day’. E a Torino, tra manichini incendiati e striscioni con le foto della Meloni imbrattate con la vernice rossa, è spuntato anche il simbolo della P38….
Decine e decine di cortei in altrettante città si sono svolti in un clima di forte contestazione nei confronti del governo accusato di essere “fascista e sionista” e dei ministri Valditara e Bernini. Quasi ovunque la protesta dei collettivi studenteschi si è svolta senza incidenti di rilievo, salvo per le manifestazioni di Torino dove ci sono stati scontri con la polizia anche violenti con il risultato che quindici agenti sono finiti in ospedale per una ‘bomba’ urticante lanciata dai più facinorosi tra gli studenti cui si sono aggiunti manifestanti dei centri sociali e gruppi antagonisti.
Molte le bandiere della Palestina. Sempre a Torino la Mole Antonelliana a è stata presa di mira dal corteo pro Palestina che ha traversato la città. La bandiera italiana è stata strappata, alcuni muri imbrattati e il personale addetto al museo è stato oggetto di violenza. Lungo questo corteo alcuni giovani hanno fatto il gesto delle tre dita, di triste memoria, tre dita in cielo a simboleggiare la P38 come accadeva nei cortei di Autonomia Operaia negli anni Settanta. Fotogramma iconico degli Anni di piombo, di un periodo che precedette l’attacco allo Stato delle BR. Al corteo partecipavano diversi collettivi studenteschi, alcuni vicini al centro sociale Askatasuna.
Duro il commento della presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha parlato di “inaccettabili scene” e si è augurata che “certa politica smetta di proteggere o giustificare queste violenze e si unisca, senza ambiguità, nella condanna di episodi così gravi e indegni”.
“Stavolta – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi – non c’era il pretesto di altre iniziative in corso né soggetti cui contrapporsi ma ad essere presi di mira sono stati i palazzi delle Istituzioni e a essere aggrediti gli operatori delle Forze di polizia schierati a loro difesa. Confido che possa giungere unanime la ferma condanna per quanto accaduto”. Il governo, ha assicurato il vicepremier Matteo Salvini “non si farà intimidire, ma è desolante pensare che qualche parlamentare o opinionista radical chic si scandalizzerà perché definisco i facinorosi comunisti ‘zecche rosse’ anziché preoccuparsi dell’aggressione sistematica alle donne e agli uomini divisa”. Duro anche il ministro dell’Istruzione: “Valditara a testa in giù’, urlavano sotto il ministero. E sarebbero questi gli interlocutori democratici? La scuola italiana non ha bisogno di replicanti degli estremisti degli anni ’70.
Condanna per le violenze anche dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. “Solidarietà e vicinanza agli agenti delle forze dell’ordine feriti. Il diritto alla protesta, a manifestare e a scioperare non può e non deve mai – ha sostenuto – essere confuso con l’aggressione violenta nei confronti di nessuno. La violenza è intollerabile, così come – ha aggiunto- la strumentalizzazione politica della violenza che non dovrebbe fare nessuno, in particolar modo chi ha responsabilità di governo”. (Foto da Wikipedia)
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