Polvere di stelle, Conte lancia i progressisti indipendenti. Una volta c’erano gli indipendenti di sinistra. Da terzo polo M5S rischia di diventare terzo partito di sinistra. Per Toninelli Grillo darà battaglia…

Una volta, a partire dalle storiche elezioni del ‘48, quando il fronte popolare perse le elezioni contro la Dc, c’erano gli indipendenti di sinistra perlopiù illustri intellettuali,eletti nelle liste del Pci, ma non sottoposti alle rigide regole del partito.

Ora arriva Giuseppe Conte con i suoi progressisti indipendenti che trasformeranno quello che era il M5S, almeno delle sue origini, con il duo Grillo-Casaleggio.

Da una parte il termine populisti, usato spregevolmente dalla sinistra, contro alcune destre, definite spesso anche sovraniste, che sottende una visione irrealistica di un popolo unitario come sinonimo di un ordine politico retto da equità e giustizia. Dall’altra invece il progressismo basato sulla fiducia nel futuro con attenzione ad una maggiore eguaglianza ed ai diritti. Categorie abbastanza astratte se non per definire scenari politici, che poi devono essere riempiti di reali contenuti. Con la politica sempre chiamata alla sua opera di mediazione, soprattutto in Italia, dove le maggioranze sono sempre il frutto di coalizioni.

Dunque in pratica Conte ha semplicemente liquidato la visione di terzo polo, ne’ di destra ne’ di sinistra, del M5S, per collocarlo stabilmente nell’area del centrosinistra, pur rivendicando una propria autonomia.

Non sappiamo come andrà a finire, ma di solito gli elettori preferiscono l’originale alla copia. Il destino appare non solo quello ovvio della subalternità al Pd ma anche una lotta per la seconda posizione nel centrosinistra, perché Avs l’alleanza rosso-verde a sinistra appare forte ed in crescita. Tutti a pescare nello stesso elettorato.

Palazzo Chigi per Conte ormai è solo un sogno. Potrebbe sperare sempre se riuscisse a reggere non ai minimi termini, in caso di vittoria alle elezioni, di andare alla Farnesina. Un posto toccato specie nella prima Repubblica ad ex presidenti del Consiglio.

La mina vagante rimane Beppe Grillo. “Il leone ferito”, come spiega Toninelli, uno dei pochi che gli è rimasto fedele, e’ pronto a dare battaglia. Non si può negare che il suo movimento agli inizi avesse una sua visione di futuro. Tanto che sganghero’ tutti gli equilibri precedenti ed ebbe una grande presa sugli elettori.

Per l’ex ministro “i risultati di ieri sono stati condizionati da chi ha creato questa assemblea costituente”. “Qui si è perso un round non una guerra” sostiene Toninelli. ed aggiunge “la proprietà del simbolo è di Grillo e si comporterà di conseguenza”. Potrebbe impugnare l’esito delle votazioni, agire per vie legali od anche più semplicemente dare vita ad un nuovo movimento. Quello che meno vorrebbe Conte, che propio non si può permettere di perdere voti, da quella che di fatto sarebbe una scissione.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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