
Per ora Conte e’ ancora alle prese con le beghe con Grillo tra ripetizione di votazioni e discussioni sulla proprietà del simbolo, ma presto dovrà affrontare il problema più scottante, quello della sua strategia. Vedere come fare ad essere determinate nel centrosinistra senza essere fagocitato dal Pd e magari essere anche superato dalla sinistra verde.
Certo dirsi progressisti indipendenti, che tanto ricordano quegli indipendenti di sinistra che erano una appendice del glorioso Pci, e’ facile. Difficile dare un corpo alla sua creatura politica, che certo non sarà più il M5S delle origini.
Una certa tentazione, un po’ alla Casaleggio che con i suoi giochi di algoritmi politici sorprese tutti e conquistò a sorpresa l’elettorato rompendo i tradizionali steccati, Conte ce l’ha.
Il leader cinque stelle guarda con attenzione all’unica reale novità emersa emersa ultimamente a sinistra, la sinistra di Shara Wagenknecht, la più dirompente novità politica del progressismo europeo.
Di che novità si tratti lo spiega molto bene Stefano Fassina sul Fatto Quotidiano. Un programma “scandaloso” per la sinistra tradizionale, pur dichiarandosi di estrema sinistra. Non solo difesa dello stato sociale, ma anche scetticismo sull’appoggio all’Ucraina, linea dura sull’immigrazione irregolare, freno alle politiche green, ostilità ai dogmi del politicamente corretto. L’idea di fondo è che sia l’ecologismo dogmatico (con i suoi effetti sui prezzi di case e auto) sia l’immigrazione incontrollata, sia il primato dei diritti civili sui diritti sociali, siano tutte scelte ampiamente impopolari, che spiegano perché i ceti popolari stano guardando più a destra che a sinistra.
Scenari nuovi a sinistra potrebbero aprirsi se Conte accarezzasse una nuova identità, o recuperando forse quella vecchia, al nuovo M5S. Conte potrebbe stringere un’alleanza, politica ed ideale con la sinistra del neonato partito tedesco, che sconvolgerebbe gli attuali assetti.
Probabilmente Conte, almeno per ora, accarezza solo questa svolta radicale. Forse lo ritiene prematuro. Prima ha bisogno di rafforzare l’alleanza con il Pd e soprattutto con quella parte che ancora lo guarda con diffidenza, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Ma per le politiche c’è ancora tempo… Conte avrà davvero archiviato il suo sogno di un ritorno a palazzo Chigi?
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