Trump: condanna senza pena per il caso Stormy Daniels. Lui, infuriato, parla di caccia alle streghe politica

Condanna senza pena per Donald Trump per il caso dei pagamenti alla pornostar Stormy Daniels: il presidente eletto, pur giudicato colpevole, non andrà in carcere e non riceverà neanche una multa ma si insedierà tra dieci giorni alla Casa Bianca senza più problemi con la giustizia. Sarà però il primo presidente Usa pregiudicato, con la fedina penale macchiata dalla sentenza del tribunale di New York letta oggi dal giudice Juan Merchan. Una sentenza di ‘rilascio incondizionato’, cioè senza nessuna imposizione di pena per tutti i 34 capi di imputazione, contro cui il tycoon, infuriato, ha già annunciato appello parlando di ‘farsa mostruosa’. Prima della sua rielezione Trump rischiava la libertà vigilata o fino a quattro anni di carcere. Subito dopo la lettura della sentenza il giudice ha spiegato che la decisione di non comminare alcuna pena è stata determinata dall’imminente ritorno di Trump alla Casa Bianca. “Sono stati i cittadini di questa nazione a decidere che lei debba godere di protezioni come la clausola di supremazia e l’immunità presidenziale” ha aggiunto il giudice rivolgendosi al presidente eletto al quale alla fine, non si sa quanto sinceramente, ha augurato “buona fortuna per il secondo mandato”. Dire che Trump non abbia accolto bene la sentenza è un eufemismo. Collegato da remoto il presidente eletto ha parlato di “caccia alle streghe politica” con l’obiettivo di danneggiare la sua reputazione. “La verità è che sono totalmente innocente, non ho fatto nulla di sbagliato. E ora che è finita faremo appello contro questa bufala che non merito” ha scritto poi su Truth.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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