“Manca solo il sì di Hamas”, che potrebbe arrivare in nottata o al massimo domani, per raggiungere e sottoscrivere il cessate il fuoco nella guerra a Gaza. La tregua non è mai stata così vicina, concordano stasera tutte le fonti.
Joe Biden sta effettuando il massimo delle pressioni sul governo israeliano, lo stesso stanno facendo il Qatar e l’Egitto su Hamas. Da Washington il presidente uscente ha parlato al paese per illustrare l’impegno Usa per il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas “che è sul punto di essere chiuso” e anche per dare la notizia che in quest’ultima fase delle trattative si è consultato con il presidente eletto Donald Trump, un segnale dell’unità della nazione, per fermare una guerra che dal 7 Ottobre del 2023, data dell’attacco di Hamas, ha provocato decine di migliaia di vittime nella Striscia, civili palestinesi nella stragrande maggioranza.
Trump è impegnato a sua volta contro il tempo per lo stabilimento di una tregua in Medio Oriente, una tregua da sottoscrivere prima del suo insediamento alla Casa Bianca tra dieci giorni. Netanyahu da parte sua ha convocato per le prossime ore un consiglio di guerra per accettare il piano in tre fasi messo a punto a Doha dall’ultimo tavolo del negoziato tra Qatar, Egitto, Usa e indirettamente anche Hamas, un piano che prevede nella prima fase 42 giorni di tregua, il progressivo ritiro dell’Idf da buona parte della Striscia e soprattutto il rilascio di 33 ostaggi israeliani (quelli ancora vivi sarebbero 98) e di oltre 1500 detenuti palestinesi (ma forse il numero salirà a 3000 tra cui 200 condannati all’ergastolo per terrorismo). La destra degli ultrareligiosi alleata di ‘Bibi’ Netanyahu sta puntando i piedi perchè considera l’accordo in discussione “una resa” ma pur mettendosi di traverso non dovrebbe bloccare l’intesa fortemente voluta dai parenti degli ostaggi. Hamas ha già mandato segnali ai suoi uomini detenuti nella carceri israeliane avvisandoli che la “liberazione” è vicina. Tutto quindi porta a ritenere che la tregua sia ad un passo, vicinissima.
“Stiamo aspettando una risposta da Hamas, dopo la svolta avvenuta nella notte in Qatar: tutto ora dipende da Muhammad Sinwar”, fratello dell’ex leader di Hamas ucciso a Gaza. Lo ha detto una fonte di alto livello israeliana, molto vicina ai colloqui sull’accordo per la liberazione degli ostaggi e una tregua a Gaza, citata dalla tv Kan. “La svolta è stata raggiunta dopo i colloqui avvenuti nella notte tra il capo del Mossad David Barnea, il primo ministro del Qatar al Thani e l’inviato di Trump in Medio Oriente Steve Witkoff”. E nelle ultime ore è arrivata ai ministeri competenti israeliani una richiesta del governo che riguarda i preparativi delle strutture per accogliere gli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati nell’ambito dell’accordo con Hamas. Lo ha annunciato questa sera la tv pubblica Kan. Se l’accordo verrà effettivamente approvato, i rapiti arriveranno in Israele nei prossimi giorni. Hamas ha dichiarato che i colloqui su alcune questioni fondamentali per un accordo di cessate il fuoco a Gaza hanno fatto progressi e si lavora per chiudere: lo ha riferito un funzionario del gruppo palestinese ai media internazionali. “I negoziati su alcune questioni fondamentali hanno fatto progressi e stiamo lavorando per concludere al più presto ciò che resta da fare”, ha aggiunto il funzionario.
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