Lo share non si è impennato. Lo show del dibattito in Parlamento sulla vicenda Almasri mancava del protagonista, quel buco vuoto al centro del tavolo del governo, rendeva tutto surreale.
Lei la Meloni se ne stava a palazzo Chigi al “lavoro sulle priorità” e non a guardare la diretta Tv, informata solo dai lanci delle agenzie che riportavano tutta la carrettata di insulti più o meno pesanti ricevuti dalle opposizioni. Bocche cucite, nessun commento dai suoi, solo una battuta in risposta “al presidente coniglio” della Schlein “Voi siete le sue carote”.
In realtà l’ipotesi che potesse andare in Parlamento non è mai stato preso in considerazione a palazzo Chigi. Non avrebbe avuto senso “regalare” alla sinistra un simile palcoscenico. La premier, secondo i suoi, non è tipa che ama farsi imporre l’agenda da altri.
Insomma il tutto, a parere dello staff della premier, era ampiamente prevedibile, perfino la sfida a superarsi nell’indignazione infondendo ogni energia nell’attacco anche sul piano personale. Con primi attori quali Conte, Renzi e la Schlein.
Nessuna sorpresa quindi della premier a parte il fatto che due ex premier Renzi e Conte, che pur avevano ricoperto ruoli internazionali, trattando casi anche più esplosivi di quello in discussione, siano scesi ad invettive anche personali. Avessero parlato di politica, di sicurezza nazionale, di come si sarebbero potute fare le cose in maniera diversa, nulla da dire. Ed invece niente, solo “due ore di puro avanspettacolo”.
Ma tutta era prevedibile, quindi meglio lasciare il reality in Parlamento senza protagonista ed a giudicare siano gli italiani.
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