Ucraina: gli USA con Trump hanno voltato le spalle a Kiev e all’Europa. Washington si allinea a Putin e il Vecchio Continente traballa incerto

Gli Stati Uniti con l’amministrazione Trump hanno voltato le spalle all’Ucraina e anche al resto dell’Europa. A tre anni dall’invasione russa, Washington si rifiuta di etichettare Mosca come aggressore e di riconoscere l’integrità territoriale dell’Ucraina. Gli USA si stanno sempre più allineando con la Russia, e non si tratta di artifici negoziali. Trump vuole che Zelensky, dipinto come un “dittatore”, ponga fine alla guerra a condizioni che Kiev ha sempre respinto come inaccettabili: cedere i territori occupati da Putin e restare fuori della NATO. Per di più Kiev dovrebbe firmare un contratto capestro per consegnare a Trump materie prime essenziali per un valore di miliardi di dollari, per pagare la pace del tycoon.

Frattura

La frattura tra la Casa Bianca e i maggiori Paesi occidentali è emersa con evidenza dall’ONU al G7. La pace di Trump non prevede il coinvolgimento né di Kiev né dell’Europa, è una questione a due con Putin. Zelensky ha ha parlato di un tycoon immerso nello “spazio di disinformazione” creato da Mosca e Trump lo ha ripagato rovesciandogli addosso insulti e infamità. Per il presidente USA a causare la guerra è stata l’Ucraina e Zelensky un “comico mediocre” e un “dittatore non eletto”. Per l’Unione Europea un vero e proprio incubo, una inversione a U della politica USA a cui si aggiunge la fine della protezione militare americana, che per decenni ha garantito la sicurezza del Continente europeo.

Capitolazione

Il primo ministro polacco, Donald Tusk, lo ha detto a chiare lettere: “Una capitolazione forzata dell’Ucraina significherebbe una capitolazione dell’intera comunità dell’Occidente. Con tutte le conseguenze di questo fatto. E nessuno faccia finta di non vederlo”. Parole accorate e amare, di chi ancora spera che l’Europa si dia una mossa, ma il pessimismo – in attesa del risultato delle elezioni tedesche – sembra fondato. Nonostante le sveglie suonate da Macron, dal britannico Starmer e da Mario Draghi, l’Europa a 27 continua a traballare incerta, senza che nessuno voglia o possa fare sul serio.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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