Cina: Pechino risponde alle sfide di Trump e punta per il 2025 a una crescita del 5%. Decisivi sviluppo del mercato interno e le alte tecnologie

La Cina punta a confermare anche per il 2025 un tasso di crescita economica del 5%. Nel 2024 tale incremento è stato trainato dalle forti esportazioni, che hanno prodotto un surplus commerciale record. Un quadro destinato a cambiare con la guerra dei dazi scatenata dal Donald Trump. Il presidente cinese Xi Jinping ha deciso di cambiare orizzonte, puntando sulla crescita della domanda interna. Il 2025 è l’ultimo anno del 14esimo piano quinquennale cinese, cruciale per elaborare il progetto per i prossimi 5 anni della seconda economia mondiale. Le priorità andranno allo stimolo della domanda interna e allo sviluppo di nuove forze produttive.

Motore

“La domanda interna – si legge nel rapporto presentato alla sessione dell’Assemblea nazionale del popolo, il Parlamento della Repubblica Popolare Cinese – diventerà il motore principale e l’ancora della crescita economica. Adotteremo un approccio incentrato sulle persone e concentreremo maggiormente la nostra politica economica sul miglioramento degli standard di vita e sull’aumento della spesa dei consumatori”. Per sostenere queste scelte verranno emessi titoli del Tesoro speciali ultra-lunghi, per diverse centinaia di milioni di yuan. La Cina mira a promuovere le industrie emergenti e quelle che guardano al futuro, come la tecnologia quantistica e l’economia a bassa quota (quella che sfrutta lo spazio aereo sotto i 1.000 metri), ma anche ad accelerare l’ammodernamento delle industrie tradizionali, combinandole con le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, come evidenziato dal lancio della piattaforma Deepseek.

Cambiamenti

Il premier Li Qiang ha rimarcato: “Cambiamenti mai visti in un secolo, si stanno verificando in tutto il mondo a un ritmo rapidissimo”. Di qui la necessità di stimoli alla domanda interna per la crescita, ma anche la ricerca di mercati di esportazione alternativi agli Stati Uniti. Sul fronte interno si segnalano le misure per incrementare l’espansione del programma di permuta lanciato lo scorso anno, che finora si è concentrato su auto elettriche, elettronica di consumo ed elettrodomestici. Pechino ha inoltre promesso un maggiore sostegno all’assistenza degli anziani e dei bambini e al sistema sanitario, per offrire ai consumatori cinesi una rete di sicurezza più ampia, che invogli allo spendere di più. La Cina aumenterà inoltre la sua spesa per la difesa, portandola al 7,2% nel 2025. Pechino annuncia piani per creare più di 12 milioni di posti di lavoro, in particolare nelle città. In un commento l’agenzia di stampa statale Xinhua segnala che “le nuove industrie energetiche e la transizione verde continueranno a essere importanti motori di crescita”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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