Niente corsa all’Eliseo per Marine Le Pen ‘azzoppata’ da una dura condanna del Tribunale di Parigi

Niente corsa all’Eliseo per la leader del Rassemblement National Marine Le Pen ‘azzoppata’ dal tribunale di Parigi con una dura condanna per appropriazione indebita di fondi Ue nel processo sui collaboratori fittizi a Strasburgo: quattro anni di carcere trasformati in due di braccialetto elettronico, 100 mila euro di multa e, soprattutto, l’ineleggibilità per cinque anni con effetto immediato, il che le impedirà di candidarsi alle presidenziali francesi del 2027. Un terremoto, con epicentro a Parigi ma con ripercussioni in tutta Europa e non solo, considerando anche che gli ultimi sondaggi la davano in testa al primo turno su Macron con un 34-37%. E subito, mentre la difesa della leader di RN annunciava il ricorso in appello, l’estrema destra europea le si è compattata intorno, da Viktor Orban a Matteo Salvini, passando per Vladimir Putin. La Le Pen, che è uscita dall’aula del tribunale prima della fine della lettura della sentenza è stata condannata insieme ad altri 8 eurodeputati e 12 ex-assistenti parlamentari pagati come collaboratori e assistenti di eurodeputati francesi a Strasburgo ma in realtà al lavoro per il Rassemblement National in Francia dal 2004 al 2016: una frode da 2,9 milioni di euro. Insieme alla leader dell’estrema destra francese sono stati condannati tutti gli altri 23 imputati del processo con pene che vanno dai 6 mesi di carcere con la condizionale ai 4 anni, di cui due senza condizionale. Per il Rassemblement National, invece, è stata decisa una sanzione da 2 milioni di euro, di cui uno senza condizionale. “E’ la democrazia francese ad essere stata giustiziata” ha scritto su X Jordan Bardella, il giovane braccio destro della Le Pen che ora potrebbe diventare il candidato del Rassemblement contro Macron. Quindi dall’estero le reazioni di personalità politiche considerate vicine alla leader di RN, da quella di Viktor Orban che ha twittato “Je suis Le Pen” a quella di Vladimir Putin che ha parlato di “violazione delle norme democratiche”, a quella di Matteo Salvini. “Quella contro Marine Le Pen è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di Von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia!” ha scritto il leader della Lega.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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