Vance a Roma, dialogo con Ue. Meloni in tandem con von der Leyen e l’appoggio di Merz, “La donna d’Europa”

C’è chi sosteneva che la Meloni sarebbe andata a baciare le pantofole a Trump ed invece il presidente americano ha baciato la mano alla premier italiana.

L’incontro di ieri alla Casa Bianca è stato l’inizio di un buon inizio di dialogo, confermato in pieno dall’incontro avvenuto oggi a palazzo Chigi tra la stessa Meloni ed ed il vicepresidente Usa Vance.Pranzo di lavoro nella sede del governo anche con i vicepremier Salvini e Tajani, mossa opportuna della premier, reduce da un successo internazionale tanto da essere definita da Die Welt “La donna d’Europa”, per rassicurare gli alleati interni della sua coalizione, leader anche nel suo Paese.

Vance ha confermato, dialogo con la Ue sui dazi. Dopo l’elogio di Trump “Giorgia fantastica” e’ arrivato anche il pieno appoggio di quello che sarà il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz. Un suo collaboratore osserva “Il viaggio di Giorgia Meloni e’ un segnale importante. La premier italiana ha un buon rapporto con il presidente americano che ora può mettere al servizio dell’Europa”.

La Meloni in stretto contatto con Ursula, che ora spera anche lei per quella intesa necessaria per non spaccare il mondo occidentale, prepara la visita in Italia di Trump e soprattutto un tavolo di trattativa per raggiungere un accordo Usa-Ue, su dazi e non solo. L’inizio di una nuova fase post liberista e post globalizzazione. Anche per definire i nuovi confini geopolitici in vista della fine, che prima o poi avverrà, della guerra in Ucraina.

Una cosa è certa. Meloni, Trump, Merz, la stessa von de Leyen non sono di sinistra così come le loro idee. Possono avere obiettivi diversi ma alla fine quel pragmatismo che è proprio della destra finisce per prevalere e a superare le divisioni. Insomma gli avvoltoi domestici e non che svolazzavano sulla mission impossible della premier italiana sono rimasti sorpresi e replicano come possono, arrampicandosi sugli specchi, per loro molto scivolosi. Chi sperava nella vittoria di Kamala Harris negli Usa, di Scholz in Germania e di Letta in Italia (non ci sarebbe però per loro l’amata Schlein) non può che essere deluso. Ma questa è la democrazia…

La Meloni tira diritta nella sua strategia, niente panico, niente strappi, la compattezza dell’Occidente viene prima di tutto. Chi pressa da settimane con la Meloni “devi scegliere tra l’Europa e l’America” ha fatto finta di non capire ciò che è evidente. L’obiettivo di Giorgia non è stato mai quello di dover scegliere, bensì quello di sminare le ragioni della scelta.

Una cosa si può dire, l’Italia ha assunto un ruolo internazionale come da tempo non accadeva, l’Europa delle destre che doveva portare il governo a sbattere si sta rivelando invece una ciambella di salvataggio per la stessa Europa.

Infine non è da sottovalutare quel colloquio riservato di una ventina di minuti tra Trump e la Meloni dove si saranno potuti dire in massima franchezza, lontano dagli occhi e dalle orecchie di tutti, cose importanti e magari decisive in vista di futuri scenari.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti