Gli obiettivi di Israele: dal regime change alle bunker buster per distruggere il fortino atomico

0

La guerra con l’Iran cominciata nella notte tra il 13 e 14 giugno prosegue tra raid e morti, con Israele che ha si’ il controllo dei cieli, come afferma con soddisfazione il premier Netanyahu, ma che non è completamente impermeabile alle centinaia di missili lanciati da Teheran.

Se gli Israeliani continuano a centrare i loro bersagli, dopo la tv di stato e’ stato ucciso uno dei militari più vicini a Khamenei, il capo di stato maggiore, nominato da appena quattro giorni, Shadmani, gli iraniani sono riusciti a fare breccia con missili in diverse località, colpendo alcune postazioni del Mossad. Le vittime più numerose sono in Iran, con molte persone in fuga dalle zone più a rischio.

C’è chi parla di una richiesta degli ayatollah di trattare, chi parla di una loro fuga verso la Russia, mentre pare che Khamenei si sia rifugiato in un bunker ben protetto con la sua famiglia. Per Trump quelle di pace sono fake news.

A che punto è il conflitto? Molto dipende dagli obiettivi politici e strategici che si e’ posta Israele, oltre al piano per annullare la capacità atomica dell’Iran.

Mutamento di regime, regime change? E’ davvero questo, oltre alla distruzione del suo potenziale nucleare, la mira ultima di Tel Aviv? In Occidente è stata a lungo associata all’idea che fosse possibile esportare la democrazia con la forza delle armi. Ma i fallimenti si sono inevitabilmente ripetuti.

Poi c’è il grosso problema militare rappresentato dalla montagna atomica, l’impianto di Fordow, dove a cento metri di profondità l’Iran ha nascosto la parte più preziosa del suo programma nucleare.

Impenetrabile perché l’aviazione israeliana non possiede le famose bunker buster messe a punto dal Pentagono, bombe sganciabili solo dai bombardieri americani B2. Ed un’operazione via terra risulta molto complessa e delicata anche per possibili elevate perdite in caso di un attacco.

Ora bisognerà capire fino a che punto vuole spingersi Israele e soprattutto fino a che punto gli americani saranno disposti ad assecondarla ed aiutarla.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Exit mobile version