
Con l’arrembaggio e gli arresti di ieri sera a 70 miglia nautiche da Gaza Israele considera chiuso il ‘caso’ della Flotilla. Ma forse tanta sicurezza da parte israeliana è prematura perchè altre 45 barche sono date in partenza dalle coste della Turchia con rotta verso Gaza, un replay della Flotilla, mentre continuano e si infittiscono da ieri sera, soprattutto in Italia, le manifestazioni dei pro-Pal che scendono in piazza e occupano stazioni, strade e università in segno di solidarietà con i cinquecento attivisti di una quarantina di paesi fermati ieri sera e stanotte e poi trasferiti in un carcere israeliano in attesa di espulsione. Gli italiani sono 40 e la Farnesina si sta attivando per fornire assistenza.
Comunque Tel Aviv, per ora, tira una riga sulla vicenda – “una provocazione” – con qualche soddisfazione e anche con una malcelata ironia: nessuno ‘sbarco’ straniero nella Striscia, nessuno si è fatto male nell’operazione della Marina militare dello stato ebraico che ha portato al blocco delle barche della Flotilla cariche di aiuti alimentari per i palestinesi ormai ad un passo da Gaza. Una nota del ministero degli Esteri di Israele fa il punto della situazione alle 8 di stamane: capitolo chiuso, dice il comunicato, “la provocazione di Hamas-Flotilla Sumud” è finita. “Nessuno degli yacht della Flotilla è riuscito nel suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva o di violare il legittimo blocco navale . Tutti i passeggeri sono sani e salvi”.
Sul piano interno, stoccata della premier ai sindacati, Cgil e Usb, che hanno indetto lo sciopero generale per domani. “Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina. In compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano che affronterà nei prossimi giorni, temo, diversi disagi per una questione che mi pare centri poco con la vicenda palestinese e centri molto con le questioni italiane. E del resto ce lo spiegano i sindacati: mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì perché il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme” ha detto Giorgia Meloni.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita