“Siamo un milione” à stato l’annuncio degli organizzatori del maxi-corteo pro-Palestina che ha invaso le strade del centro dii Roma dal pomeriggio a notte inoltrata tra un frenetico sventolio di bandiere palestinesi, di slogan contro Israele e contro il governo Meloni e in favore della Flotilla. Una marea umana impressionante (450.000 secondo il calcolo della Viminale) costituita in modo prevalente da giovani, che ha manifestato in modo sostanzialmente pacifico salvo registrare proprio al calar della sera una serie di attacchi e scontri con la polizia ad opera di piccoli gruppi che dalla coda del serpentone si sono staccati e hanno tentato di raggiungere la stazione Termini. Bloccati, all’indirizzo degli agenti schierati in tenuta antisommossa, che hanno risposto con i lacrimogeni, hanno lanciato sanpietrini, bottiglie e bombe carta, alcuni cassonetti sono stati incendiati così come due auto della polizia. In alcuni casi i gruppi di black-block sono stati fermati e allontanati dagli stessi partecipanti al corteo. Danneggiate alcune vetrine e imbrattati i muri. In piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione, i carabinieri hanno scoperto che era stata imbrattata con la vernice e una scritta (“Fascista di m…”) la statua di Giovanni Paolo II. L’episodio ha fatto insorgere la premier Giorgia Meloni: “Dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore”, ha dichiarato la presidente del Consiglio. “Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti”. Ma un altro fatto ha scatenato accese polemiche: la presenza dietro la testa del corteo, in partenza da piazzale Ostiense, di un lungo striscione portato da una decina di manifestanti con la scritta “7 Ottobre Giornata della Resistenza palestinese” con riferimento al giorno dell’eccidio compiuto da Hamas di 1200 civili israeliani, una strage accompagnata da una presa di 250 ostaggi che ha dato il via alla reazione di Tel Aviv. Nella seconda parte dello striscione si poteva leggere in inglese “From the river to the sea Palestine will be free”, cioè dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) la Palestina sarà libera, inneggiando dunque alla scomparsa di Israele. Come contorno allo striscione anche cori di ‘Viva Hamas’ e a favore di Hezbollah.
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