
Quello che è accaduto al Circolo Canottieri Roma appare assai stonato ed insensato, almeno da quanto si dice.
E’ successo quello che non doveva accadere in uno dei circoli più esclusivi di Roma, la’ dove Tevere e generone romano s’inciuciano senza differenze politiche. Tra i soci anche Veltroni, Conte ed il sindaco Gualtieri. Con la maggioranza dei soci figli della borghesia facoltosa della capitale, tra partite di tennis e calcetto, bridge e serate esclusive.
Nel luogo in cui tutti sono amici di tutti e normalmente si danno del tu se non altro perché sono soci dello stesso circolo, una addetta alle pulizie si è rivolta ad una socia del club con il “tu” , quando – come da regolamento – avrebbe dovuto essere un rispettoso “Lei”.
Il Circolo l’ha licenziata. La dirigente che ha preso la decisione e’ un’altra donna. Cose che accadono anche in un mondo dove ormai tutti danno del tu, anche per sentirsi alla moda, un modo per essere pari tra i pari.
Ora una cosa sarebbe curioso da accertare, anche la signora che si è sentita offesa dava del “Lei” alla dipendente. Oppure voleva il rispetto senza darlo.
Ci sono alcuni casi del passato che vale la pena ricordare. Un grande e indimenticabile maestro di pugilato Guido Fiermonte pretendeva il “Lei” da tutti i suoi allievi per rispetto, ma sua volta si rivolgeva a chiunque anche ai ragazzini nello stesso modo e con lo stesso rispetto dando del “Lei”.
Altro episodio quello del grande giornalista Indro Montanelli. Una volta un suo vecchio caporedattore gli chiese, dopo tanti anni possiamo darci del “tu”. Risposta semplice “faccia lei come crede”.
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