Taiwan: Taipei regina nell’acquisto di nafta dalla Russia, mentre riceve armi da Trump e la Cina lancia imponenti esercitazioni

Un singolare filo nero (di nafta) unisce Taiwan e la Russia, quest’ultima grande alleato della Cina, che risulta essere, invece, un’incombente minaccia per i governanti di Taipei. Bizzarrie della geopolitica, con l’isola al largo della costa sud-orientale della Cina che ha ottenuto da Washington un pacchetto di armamenti da 11,1 miliardi di dollari, proprio mentre Pechino, che considera Taiwan provincia separatista, ha avviato l’esercitazione militare su larga scala “Justice Mission 2025”.

Dipendenza

Una situazione quanto mai complessa, con Taipei che risulta essere il maggiore acquirente di nafta di produzione russa, in un quadro che appare di sostanziale dipendenza energetica da Mosca. Un rapporto pubblicato a ottobre dal Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) con sede a Helsinki ha rivelato che il paese asiatico è diventato il più grande importatore al mondo di derivati ​​dei combustibili fossili dalla Russia. Nei primi sei mesi del 2025 le importazioni taiwanesi di nafta russa sono aumentate vertiginosamente, di sei volte rispetto al 2022. La nafta è necessaria per ottenere le sostanze chimiche indispensabili per le produzioni ad alta tecnologia, tra cui i semiconduttori, area in cui Taiwan è ai vertici mondiali. I rifornimenti potrebbero viaggiare anche con la flotta di petroliere ombra di Putin. In ogni caso una volta raffinati i prodotti realizzati con petrolio greggio russo diventano praticamente non tracciabili. Considerate le possibili lavorazioni da parte di paesi forti acquirenti di greggio russo come Turchia, Cina e India.

Sanzioni

Ufficialmente il governo nazionalista di Taiwan dichiara di rispettare le sanzioni internazionali contro Mosca e si difende da possibili critiche sostenendo che gli approvvigionamenti di nafta sono effettuati da compagnie private, secondo logiche di mercato. Ma nel mix energetico dell’isola, legato per oltre il 95% all’import, ci sono anche quote di carbone e di GNL di origine russa. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, le importazioni taiwanesi di carbone da Mosca erano aumentate, per calare soltanto a partire dall’inizio di quest’anno. Così, mentre Taipei starebbe di fatto contribuendo a finanziare l’economia di guerra di Mosca, la Cina effettua esercitazioni militari su larga scala volte a provare un blocco dell’isola. Pechino ha lanciato razzi e schierato navi da guerra, bombardieri e mezzi d’assalto anfibi attorno a Taiwan.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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