Iran, “Gli Usa stanno per attaccare”. La repressione fa più di 3.400 morti. I pasdaran “Reagiremo”. Tajani “600 gli italiani nel paese”

“E’ probabile che Trump decida di attaccare l’Iran entro le prossime 24 ore”, dice un flash della Reuters citando fonti europee. E i guardiani della rivoluzione, i pasdaran, si dicono pronti a rispondere in maniera appropriata attaccando le basi americane in Medio Oriente se Trump davvero passasse dalle parole ai fatti nei confronti di un regime che sta reprimendo nel sangue la protesta della popolazione. A conferma dell’altissima tensione e nell’attesa di decisioni delicatissime in queste ore Washington ha poi ordinato come misura precauzionale un parziale ritiro del personale statunitense dalla sua base più grande in Medio Oriente, quella in Qatar. A palazzo Chigi e alla Farnesina come in tutte le sedi di governo dei paesi europei e non solo si segue minuto per minuto l’evolversi della situazione: l’ondata delle proteste popolari contro il regime di Khamenei non accenna a placarsi così come si fa più dura e feroce la repressione della polizia. Secondo le Ong iraniane ormai i morti tra i manifestanti hanno superato quota 3.400 e diecimila sarebbero gli arresti, cifre contestate da Teheran. La situazione nel paese guidato dagli ayatollah è drammatica. E l’Italia deve pensare anche alle garanzie di sicurezza per i circa 600 italiani che risiedono in Iran. Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani. “I giornali italiani sono liberi di raccontare quello che vogliono, non raccontano storie – ha detto il titolare della Farnesina replicando alle proteste iraniane sui numeri della repressione – Le televisioni mostrano immagini incontrovertibili di quello che accade in Iran, tutto il mondo è indignato per quello che accade”. “Adesso vediamo qual è l’evoluzione della situazione – ha aggiunto il titolare degli Esteri- Ora ho una riunione, sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie per i nostri concittadini che sono là, che sono circa 600. La prima cosa che facciamo sempre, in qualsiasi momento di crisi, è pensare alla sicurezza dei nostri concittadini. Quindi andiamo a vedere cosa si può fare, come si deve fare, vediamo, la situazione la seguiamo minuto per minuto”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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