San Valentino: “Ti va di prendere un caffè?”, oltre la metà degli italiani sceglie il bar per il primo appuntamento

“Ti va di prendere un caffè?”. Bere un caffè insieme è un modo popolarissimo per iniziare a conoscersi, per rompere il ghiaccio. Nel periodo di San Valentino, un sondaggio di AstraRicerche, condotto per il Comitato Italiano del Caffè di Unionfood, conferma questa tendenza d’elezione in fatto di corteggiamento, o come si dice ormai più di frequente di dating. Sono tante le coppie che annoverano tra i loro primi ricordi i timidi sorrisi scambiati al tavolino di un bar e cresce il numero delle storie d’amore nate davanti a una tazzina.

Julia Roberts

Cinema, letteratura, fotografia, pittura, testimoniano il legame tra un espresso e l’inizio di una magica intesa. Uno per tutti, l’iconico film romantico “Notting Hill”. Hugh Grant e Julia Roberts si ritrovano più volte di fronte a una tazza di caffè, pretesto per avvicinarsi, per conoscersi e costruire passo dopo passo una storia che parla di amore e di quotidianità. Secondo l’indagine di AstraRicerche, per il 55% degli italiani bere un caffè insieme è l’occasione ideale per conoscere l’altra persona in un contesto in cui ci si sente pienamente a proprio agio. È la situazione preferita soprattutto in Campania, dove la percentuale sale al 70%. Ma 6 su 10 scelgono un caffè per il primo appuntamento anche nel Lazio e in Emilia Romagna. Ad abbassare la media la Toscana, dove si resta ancorati alla tradizionale cena a lume di candela. A preferire il caffè sono più le donne (61%) rispetto agli uomini (50%) e la fascia d’età tra i 25 e i 35 anni (60%). Bere un caffè insieme è un modo informale, ma autentico per iniziare a conoscersi, senza creare troppe aspettative o generare ansia da prestazione.

Appuntamento

Un appuntamento per un caffè può durare pochi minuti oppure prolungarsi per ore e offre sempre una via di fuga, qualora l’incontro si rivelasse un flop. La possibilità di ‘tagliare corto’ è apprezzata soprattutto dalle donne (70%) e tra gli uomini dal 52%. Più di 8 italiani su 10 (con picchi in particolare fra i Millennials) la considerano una situazione neutra e rassicurante, in cui è possibile conoscersi e chiacchierare, senza l’impegno (anche economico) e lo stress di una situazione più formale come una cena al ristorante. A ciò si aggiunge il fatto che è una occasione semplice da organizzare e in ogni caso può essere la chiave per aprire la porta a qualcosa di più impegnativo (76,2%). Se poi l’incontro con l’altra persona è avvenuto online, secondo il 75,3% degli italiani, vedersi per un caffè è un modo semplice per verificare se la ‘chimica digitale’ corrisponde a quella reale. Infine, con il caffè oltre il 60% degli intervistati sente di andare ‘sul sicuro’, un modo per non rischiare di sbagliare non conoscendo i gusti dell’altro e ricevere un rifiuto.

Rito

“Il rito del caffè – afferma Michele Monzini, vicepresidente Comitato Italiano del Caffè, che rappresenta le principali aziende di torrefazione e le imprese dei servizi collegati – è per eccellenza momento di massima convivialità, in cui le persone si riuniscono e godono dei piccoli piaceri della vita. L’espresso, fiore all’occhiello del nostro Made in Italy, sinonimo di condivisione sociale e apertura all’ascolto e alla conoscenza. Davanti ad un buon caffè è possibile quindi scambiare confidenze, vivere momenti di leggerezza e, perché no, aprirsi anche a nuovi amori”. La magia del caffè si adatta perfettamente al cuore delle relazioni moderne. Per un incontro di lavoro, per una chiacchierata tra amici o per un primo appuntamento, il caffè resta la bevanda perfetta per aprire il cuore a nuove possibilità. Il settore del caffè vanta numeri da record: secondo le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat e NielsenIQ, l’Italia nel 2024 ha prodotto oltre 430 mila tonnellate di caffè, tostato e solubile, affermandosi come secondo paese produttore di caffè tostato nell’Unione Europea e quinto produttore di caffè solubile.

Torrefazioni

Un risultato ottenuto grazie alle 1.000 torrefazioni d’eccellenza distribuite su tutta la Penisola, che hanno generato un fatturato di 5 miliardi di euro. Nel 2024, in Italia si sono consumate oltre 280mila tonnellate di caffè, con un consumo pro capite salito a 4,8 kg all’anno, che corrispondono a 792 tazzine di caffè espresso. Capsule e cialde hanno registrato una crescita nei consumi del 13%, ma il caffè macinato sia pure in calo, resta la scelta preferita degli italiani. Nel 2024 sono state importate circa 655 mila tonnellate di caffè, di cui oltre la metà provenienti da Brasile e Vietnam. L’export italiano del caffè tostato e solubile ha raggiunto circa 300 mila tonnellate. Tra le destinazioni del caffè tostato, al primo posto c’è la Germania, al secondo la Francia e al terzo la Polonia. Per il caffè solubile sul podio figurano Francia, Filippine e Bulgaria.

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