Iran: Schlein a Meloni, “presidente, posi la clava” verso le opposizioni. Servono cessate il fuoco e ritorno al diritto internazionale

“Presidente, posi la clava”. Non siamo in un cartoon dei Flinstone, è Elly Schlein, segretaria Pd, a chiedere alla premier, Giorgia Meloni, di non trascinare il confronto sulla guerra in Iran a una “lotta nel fango. Il suo appello all’unità è arrivato 12 giorni in ritardo ed è durato giusto un paio d’ore, poi è tornata in lei”. Schlein chiede “un cessate il fuoco immediato” e all’esecutivo chiede: “Almeno iniziate a dirlo. Il governo deve insistere per tornare alla via negoziale e politica, per scongiurare un ulteriore allargamento di questa guerra che potrebbe avere conseguenze incalcolabili”. Nessuno, assicura la leder del Pd, “rimpiangerà il regime teocratico di Teheran . Siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano nella lotta per la libertà e siamo convinti che il regime non possa sviluppare un’arma nucleare, ma pensiamo che il modo per ottenere questo obiettivo fosse continuare il negoziato, non i bombardamenti. Perché se si smantella il diritto internazionale rimane solo la legge del più forte”.

Coraggio

Rispetto “agli attacchi militari unilaterali di Trump e Netanyahu, lei ha detto nei giorni scorsi che non condanna né condivide. Quindi, prende atto. Ma perché non riesce a escludere già da ora qualsiasi supporto vi chiedesse Trump per questi attacchi illegali. Dovete dire che escludete qualsiasi tipo di supporto a questi attacchi, perché violerebbe l’articolo 11 della nostra Costituzione secondo cui l’Italia ripudia la guerra”. Secondo Schlein, Meloni “non si può limitare a commentare, ma deve difendere il diritto internazionale e le sedi multilaterali, in linea con quella che è la storia diplomatica del nostro paese. Dovete quindi avere il coraggio di dire anche agli alleati irrinunciabili quando si sbagliano”.

Accise

Schlein chiede alla premier come intenda sostenere “la nostra economia di fronte alle conseguenze di questa nuova guerra, oltre ai danni della guerra commerciale, che ci ha dichiarato Trump con i suoi dazi. Vi abbiamo fatto una proposta: quella di attivare il meccanismo delle accise mobili. Avevo apprezzato la sua apertura, ma ci aspettavamo che agiste. Ancora non l’avete fatto”. Indirizza i suoi strali al legame di Meloni con Trump anche il leader di Azione, Carlo Calenda: “Non possiamo non vedere come Trump tratti l’Europa, come dei vassalli da tassare a cui chiedere di spostare investimenti e di comprare gas liquefatto. Qui manca la sua analisi”. Calenda rileva: “Che ci piaccia o meno, oggi l’Europa è al centro di tre pressioni, che vengono da tre potenze neo-imperialiste in un sistema dominato dal caos. Queste tre potenze sono la Russia, la Cina e gli Stati Uniti e vogliono la disarticolazione dell’Europa”. Allora, “oggi esiste una cosa da difendere, che purtroppo non è l’Occidente, ma la civiltà europea, costruita sulla base dello Stato di diritto, della libertà economica, ma anche delle protezioni sociali. Questa bistratta Europa è il posto in cui si vive meglio al mondo. Il punto da capire, che lei oggi non ha sciolto, è se lei è a difesa della civiltà europea o non lo è. Se lo è, deve abbandonare Trump, perché le due cose insieme non possono starci”.

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