Hormuz: dichiarazione congiunta di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone, “garantire il passaggio sicuro”

“Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro” attraverso lo Stretto di Hormuz e “accogliamo con favore l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria”. In una dichiarazione congiunta i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone prendono posizione, dichiarando di essere disposti a contribuire a garantire il flusso del traffico marittimo attraverso lo Stretto bloccato dall’Iran, in risposta all’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele.

Preoccupazione

I sei paesi condannano “con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. Nel documento si esprime “profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto” e si rileva: “Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, sancito anche dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili”.

Trump

Più che ai richiami del presidente Trump, i sei allineano alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dello scorso 11 marzo, approvata con l’astensione di Cina e Russia, che chiede a Teheran di cessare immediatamente le operazioni militari contro gli Stati della regione. I sei sottolineano che l'”interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas. Accogliamo con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, tra cui la collaborazione con alcuni paesi produttori per aumentare la produzione”. I 5 paesi europei e il Giappone si impegnano “inoltre a fornire supporto alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali. La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un vantaggio per tutti i paesi. Esortiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionali”.

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